Siamo all’Interporto di Livorno con i candidati toscani per discutere quale idea di porto è necessario sviluppare: per la ripresa del porto in questa fase abbiamo bisogno di tutti, di un progetto comune.

Prima in un colloquio a due nella sua veste di amministratore del terminal Calata Orlando (TCO) e poi con il segretario regionale PD Manciulli e gli altri candidati e i segretari del PD locali, abbiamo incontrato Federico Barbera nella sua veste di amministratore pubblico e in qualità di presidente dell’interporto. Scoppiettante e schietto come al solito, in grado di conciliare come pochi lungimiranza e concretezza della proposta, sono state analizzate le priorità possibili per lo scalo portuale Labronico e la situazione di difficoltà che attraversa la struttura dell’interporto, valutando il suo possibile rilancio. Dalle sue parole emerge la necessità di un progetto di sviluppo per il porto che recuperi da subito il tempo perduto, selezionando le priorità e che consenta anche la possibilità di far convergere gli operatori su sforzi finalizzati alle soluzioni. Occorre superare l’inerzia paralizzante e l’immobilità per affrontare di petto le questioni. La situazione dell’Interporto toscano è esternamente delicata. I soci a breve probabilmente saranno richiamati a rifinanziare il capitale sociale. Occorre un rilancio complessivo della struttura che si configura più propriamente come un retro porto al servizio di aree industriali e progetti di logistica, con la necessità di favorire delocalizazioni sensate e corrispondenti a strategie logiche.