COMMENTO AL SECONDO MESE DELLA XVII° LEGISLATURA

newsCarissime e Carissimi,
Tra colpi di scena imprevisti e imprevedibili disastri annunciati e puntualmente realizzati, rese dei conti e lotte intestine siamo giunti alla conclusione anche del secondo mese di questa sempre più strana e sconclusionata legislatura. In questo secondo mese è stato eletto (anzi rieletto) il Presidente della Repubblica (fatto fino ad oggi inedito nella nostra storia costituzionale) e formato il nuovo Governo Letta (Enrico il nipote del più famoso Gianni). Detto così sembra l’adempimento ad una formalità scontata come ad ogni inizio di legislatura…
In realtà, ciò che si è consumato in questo secondo mese di legislatura, anche con la definizione dell’assetto delle commissioni parlamentari, è un segno destinato a durare e pesare nel tempo. Per il nostro partito, va detto subito, questa fase ha costituito una vera e propria debacle! Il danno politico che ne è derivato, assume ogni giorno di più, specie nel confronto aperto sul territorio, le dimensioni di un disastro di proporzioni ancora incalcolabili. Le accuse che sistematicamente ci vengono rivolte sono la nostra inaffidabilità e scarsa credibilità. Ci viene rimproverato la brusca virata di 180 gradi che ci ha portati a formare un governo con il centro destra che avevamo spergiurato di non voler, mai e poi mai, fare. Ci viene chiesto di consegnare al pubblico ludibrio i 101 traditori in occasione del voto sulla candidatura Prodi, scordandosi magari di quelli che, in numero quasi doppio, hanno “tradito” l’indicazione che prevedeva il voto su Marini, padre fondatore anche esso del Partito Democratico. In questo clima di rancori e confusioni, di tessere stracciate e di tesseramenti bloccati, di circoli in subbuglio autoccupaty e di assemblee auto promosse come sedute di autocoscienza collettiva, si è avviato il lavoro nelle aule parlamentari con un Governo che sembra stia funzionando a “bassa intensità”. Sull’insufficiente funzionamento d’avvio, di un governo all’inizio di una legislatura, specie poi di una come quella attuale, non è mai il caso di fare inutili drammi. C’è infatti un tasso di naturale fisiologia, nel rimanere un po’ piantati sui blocchi di partenza, al pronti…via! specie in una partenza difficile e nervosa come quella in questione. Ma è inutile sottacerlo, c’è anche un tasso di patologia, dovuto proprio alla natura e alla genesi di questo Governo che sembra procedere in modo “più commosso che convinto” secondo un tragitto ricco di tranelli e imboscate, promosse da chi evidentemente ha più a cuore il naufragio che l’approdo. Dimessosi opportunamente il nostro segretario nazionale rapido, è giunto anche il suo avvicendamento con Guglielmo Epifani, forse la scelta giusta più che la migliore. Insomma, occorre decongestionare, il clima pazzesco che si è determinato in queste settimane, resettando gli animi, ma non per questo operare un’azione di rimozione su quanto è avvenuto. Elaborare il lutto in cui tutti, chi per un conto, chi per un altro, siamo improvvisamente sprofondati, deve servirci a capire come sia potuto accadere ciò che è successo, e ovviamente ad  evitare il suo ripetersi, nella speranza che gli elettori ce lo perdonino o se lo dimentichino… Ma questo può avvenire solo riprendendo a lavorare e utilizzando la forza parlamentare e territoriale del PD per imporre in nostri temi nell’agenda politica nazionale e locale.