INTERROGAZIONE SU CAMP DERBY

CAMPDERBYGatti, Filippi. Al Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione.
Premesso che:
La prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo, nel corso della scorsa legislatura, in qualità di deputata, ha più volte sollecitato il precedente Governo a intervenire a tutela dei dipendenti civili italiani della base militare di Camp Darby (Pisa) –  licenziati a seguito del “declassamento”, attuato all’interno di un più generale piano di ristrutturazione dell’organico delle installazioni militari statunitensi dislocate in Italia, della struttura pisana da comando autonomo a guarnigione “satellite” – mediante il ricorso alle disposizioni previste dalla legge 9 marzo 1971, n. 98, le quali prevedono l’assunzione a tempo indeterminato, a domanda, con inquadramento anche in soprannumero, nei ruoli organici del personale delle amministrazioni dello Stato, nei confronti dei cittadini italiani che prestavano la loro opera nel territorio nazionale alle dipendenze di organismi militari della comunità atlantica, o di quelli di singoli stati esteri che ne facessero parte, e che fossero stati licenziati in conseguenza di provvedimenti di ristrutturazione degli organismi medesimi; il Governo Monti, rispondendo all’interpellanza urgente n.2-01560, e accogliendo l’ordine del giorno 9/05569/006, si si era impegnato a valutare la possibilità di fare ricorso alla suddetta legge, anche mediante il rifinanziamento dell’apposito Fondo istituito dall’articolo 2, comma 100, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 ;
i 34 dipendenti hanno ricevuto in data 30 maggio 2012 la lettera di risoluzione del rapporto di lavoro per riduzione di personale, che individuava nel 30 settembre 2012 l’ultimo giorno di prestazione lavorativa; nel mese di dicembre 2012 i lavoratori hanno presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione pubblica UORCC.PA, domanda di assunzione nelle categorie delle Amministrazioni dello Stato in applicazione della legge 9 marzo 1971, n. 98 e a ai sensi dell’articolo 2, comma 100, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e dell’articolo 1 del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10;
il Dipartimento della Funzione pubblica ha replicato che – oltre alla necessità di verificare la disponibilità, resa dubbia dal ricorso all’utilizzo per altre assunzioni di analoghi lavoratori, delle risorse finanziarie necessarie alle eventuali assunzioni – tra i requisiti richiesti al fine di prevedere la possibilità di inquadramento, secondo il combinato disposto delle disposizioni suddette, sembrerebbe non sussistere quello attinente la data, individuata nel 31 marzo 2011, entro la quale i provvedimenti di riorganizzazione o soppressione delle basi militari che hanno condotto ai licenziamenti devono essere stati adottati, invitando gli interessati a presentare una certificazione chiarificatrice;
l’interpretazione relativa alla sussistenza del suddetto requisito, a parere dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, appare non rispondente al reale stato dei fatti, considerato che la lettera di licenziamento ricevuta indicava come unici riferimenti due operazioni di ristrutturazione avviate in data antecedente il 31 marzo 2011: il Memorandum, Office of the Deputy Chief of Staff G-1, 7 may 2010, subject: Coordination and Clearance of Announcement Requirements in Personnel Reductions, Closures of Installations, and Reductions of Contract Operations in the United States, datato maggio 2010 e l’IMCOM-Europe OPERATIONS ORDER 008-10, Garrison Restructuring, datato 27 agosto 2010;
l’interrogante, anche in ragione dei precedenti sulla stessa materia, relativi a situazioni verificatesi in altre zone d’Italia, per le quali si è sempre giunti a positive conclusioni, anche mediante proroga dei termini indicati dalla legge – nel caso fosse confermata la mancanza dei requisiti necessari – e rifinanziamento della stessa – che, in questo caso, richiederebbe risorse molto limitate – ritiene non più differibile un intervento del governo volto a individuare una soluzione alla vicenda dei dipendenti civili italiani della base militare di Camp Darby – :

per sapere se:
il Ministro in indirizzo, in base alla documentazione fornita agli Uffici ministeriali dai lavoratori, attestante che i licenziamenti sono scaturiti da procedimenti di ristrutturazione aventi data antecedente il 31 marzo 2011, non ritenga pienamente legittimo il ricorso dei dipendenti civili italiani della base militare di Camp Darby ai benefici previsti dalle disposizioni derivanti dal combinato disposto delle leggi n.98/1971, n. 224/2007 e n.10/2011;
qualora si ritenesse non sussistente il possesso del requisito relativo alla data, 31 marzo 2011, entro la quale devono essere stati adottati i suddetti provvedimenti di ristrutturazione, non intenda adoperarsi, anche con interventi di carattere normativo, al fine di prorogare  predetto termine;
in ragione dei provvedimenti adottati in passato in casi analoghi e della limitatezza delle risorse necessarie nonché della drammatica condizione in cui versano 34 famiglie, non ritenga opportuno adottare urgenti iniziative volte a finanziare il Fondo previsto all’articolo 2, comma 100, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;