La forza di questo Governo risiede nella sua debolezza

newsHo sempre sostenuto che la forza di questo Governo risiedeva nella sua debolezza. Debolezza della sua compagine ministeriale e debolezza della maggioranza che era chiamata a sostenerlo, forte numericamente ma estremamente fragile politicamente. Fragile perché, nonostante i presupposti con  i quali il Presidente della Repubblica, in occasione della sua seconda elezione, aveva richiamato le forze politiche ad un superiore bene comune e ad un necessario soprassalto di responsabilità, gli istinti e la natura delle stesse forze politiche si fondano invece su presupposti di contrapposizione e di reciproca interdizione. Così accade oggi in maniera quasi plastica che il clima registrato nelle aule e nelle commissioni parlamentari, in occasione dell’esame della legge di stabilità, assume sempre più il sapore dell’ineluttabilità di un destino segnato in partenza. Una ineluttabilità che si percepisce nelle naturali conseguenze del nostro probabile esito congressuale. Una ineluttabilità che si rafforza nelle contromosse che specularmente sono state fatte dal centro destra con la (ri?) creazione di Forza Italia, non a caso lo stesso giorno delle primarie per l’elezione del segretario del PD, l’8 dicembre… Una ineluttabilità infine che si definisce compiutamente nelle parole del leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo. Insomma una legislatura che, salvo ennesimi guizzi e piroette di funamboli sempre più stanchi, è destinata probabilmente a concludersi a breve. Forse l’imminente semestre europeo con la presidenza italiana e i suoi preparativi di fatto già in atto o qualche imprevisto di carattere tattico, al momento non prevedibile, possono solo scongiurarne l’epilogo segnato. Comunque sia, queste congetture non sono destinate a cambiarne la sostanza ma solo ad allungare l’agonia di un Governo e di una legislatura nata sotto pessimi auspici e proseguita poi (ineluttabilmente appunto) sotto quei segni infausti.