Viva il 25 aprile, viva la Libertà, viva l’Italia

anpiIl 70′ anniversario della liberazione ha avuto nel Paese quest’anno degne celebrazioni. Non era scontato! In Parlamento abbiamo vissuto momenti emozionanti con i partigiani ed i deportati insieme. Poi tante manifestazioni nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi istituzionali. Difficile accomunarle se non per una sensazione che ho avvertito e che ritengo particolarmente positiva. In quasi tutti gli eventi vi è stata un’autentica ricerca di originalità nell’interpretazione di una data simbolo per il nostro paese. La memoria non è solo ricordo! Il 25 Aprile è la liberazione dall’invasore-oppressore nazifascista. È bene però ricordalo, visto che molti ragazzi, anche a Livorno nella videointervista realizzata dalla concittadina Eva Giovannini per Ballarò, dichiaravano nell’imbarazzo di non saperlo!!! 
Ma il 25 aprile costituisce solo l’evento centrale di un processo, che in cinque anni porta il nostro Paese, dalla caduta del fascismo, 20 luglio 1943, all’armistizio 8 settembre 1943, alla progressiva liberazione grazie agli americani e alle truppe partigiane culminata con la liberazione di Milano nel 1945. Un processo nato molto prima della caduta del fascismo, che coinvolse non solo antifascisti, ma soldati, militi delle forze dell’ordine, preti e donne, un moto di popolo che non si arrestò con il 25 aprile, ma continuò grazie ai partiti che ne erano stati la principale espressione nei Comitati di Liberazione Nazionale. Con il referendum del 2 giugno 1946 infatti, il primo a suffragio universale nella storia del Paese, il popolo italiano sancì la propria forma repubblicana e di fatto si incoronò sovrano! L’assemblea costituente che ne scaturì, donò poi infine all’Italia, il più bel regalo per le generazioni avvenire: la Carta Costituzionale! Il corredo di regole essenziali, costituito dai principi  fondamentali, i diritti e i doveri dei cittadini e dall’ordinamento della Repubblica. Con il 25 aprile non possiamo non ricordare tutto questo! La storia è memoria per il futuro e celebrarla con iniziative che ne attualizzano e ne proiettino il significato e il valore che merita, fa parte per ogni civiltà di quei riti in cui una comunità è chiamata a riconoscersi se non in una storia condivisa almeno comune. Per questo ancora una volta: Viva il 25 aprile, viva la Libertà, viva l’Italia.