Le infrastrutture di connessione

FSI_0269Guarda la Locandina
L’Italia è disseminata di infrastrutture importanti, ma troppo spesso non ben collegate una con l’altra, anzi, paradossalmente, in concorrenza tra loro. Partendo da questo dato si vuole impostare una nuova politica che privilegi il buon utilizzo dell’esistente attraverso investimenti mirati, cantierabili e realizzabili in tempi brevi. Nei prossimi anni l’Italia, una penisola che somiglia ad un’isola perché chiusa dalla catena montuosa più alta del continente, cambierà faccia per via dell’apertura dei valichi alpini (Brennero, Gottardo, Sempione) ai collegamenti Alta Velocità-Alta Capacità (AV-AC)  che consentiranno un incremento rilevante dei flussi di traffico merci e passeggeri, e così il nostro Paese sarà soggetto ad un sfida diretta con gli altri paesi membri  dell’UE nel mercato import – export. Porti e aeroporti non saranno più le principali e naturali porte protette di accesso e di uscita per merci e passeggeri, ma dovranno essere un punto di una rete fortemente connessa con quella ferroviaria. Infrastrutture di connessione, che devono collegare al meglio porti e aeroporti con le principali arterie autostradali e ferroviarie. L’investimento sulle infrastrutture di connessione diventa così l’investimento prioritario da attivare e realizzare. Il Governo, ed il Ministro delle Infrastrutture, hanno già avviato questo cambio di rotta, mettendo da partele procedure straordinarie per  la maggior parte delle grandi opere ed indicando, nell’allegato Infrastrutture del DEF presentato ad aprile, che  intende dare forte preferenza alla scelta delle procedure ordinarie, anziché straordinarie, per la realizzazione delle infrastrutture pubbliche.
FSI_0350Nel “Documento pluriennale di pianificazione”, il cosiddetto Piano Generale, bisognerà indicare con maggiore coerenza che la strada da percorrere è quella delle opere che consentano un veloce recupero di competitività del nostro sistema logistico, organizzando al meglio dal punto di vista infrastrutturale i nostri mercati interni di produzione e di consumo. Opere che  non necessitano di ingenti risorse e il cui impatto sul territorio non comporta particolari ostacoli, in grado di rivoluzionarne la modalità di trasporto secondo una concezione di integrazione modale.
tavola 21.7.15Con questo cambio di filosofia si ottengono, se i progetti sono scelti con attenzione,  progettati e completati in tempi certi, tre obiettivi che consentiranno il pieno rilancio dei nostri territori, di alcune infrastrutture rimaste ai margini per carenza di collegamenti in rete, del complesso del sistema economico:
-        allungare la filiera logistica per le merci che conoscono oggi prevalentemente una diffusione a dimensione regionale dopo il  loro sbarco o imbarco;
-        la massima accessibilità alle principali realtà metropolitane, anche quelle di dimensioni medio grandi, direttamente dai diversi scali aeroportuali;
-        la diminuzione del trasporto su gomma sia delle persone che delle merci, non più sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.

guarda le schede presentate dall’Ing. Elia: Le infrastrutture di connessione_def 21 luglio 15 Elia
Ferpress roma 21 lug 15 ”Trasporti: le infrastrutture di connessione. La riflessione del senatore PD Marco Filippi
leggi la Relazione del sen. Lodovico Sonego