“UGUAGLIANZA, LAVORO E INCLUSIONE”

nwsNel congresso in corso del Partito Democratico aderisco con convinzione alla mozione Orlando, nella consapevolezza che stiamo vivendo un momento decisivo per le sorti del nostro Partito. Quando fu fondato il PD per molti di noi rispondeva ad un’ansia di superare di slancio i limiti che le organizzazioni politiche di massa di derivazione novecentesca, ormai logore nelle strutture e nei consensi, manifestavano con ogni evidenza, a partire dalla difficoltà crescenti con cui riuscivano ad aggregare coalizioni sempre più frantumate e litigiose. Il modello di gestione che si è affermato in questi anni all’interno del PD si è basato essenzialmente in un progetto leaderistico che, invece di costruire un’organizzazione solida e diffusa, ha pensato di risolvere ogni problema  schiacciando la definizione di una linea politica condivisa sotto il peso della necessità di garantire al Paese un governo, e poi usare il potere derivante dall’essere al governo come occasione di affermazione personale e di comando e non come opportunità per crescere e far crescere un gruppo dirigente coeso e compatto: capace di discutere ma poi di condividere e difendere le scelte comuni. Il postulato è stato il riconoscimento della fedeltà e dell’obbedienza alla linea di volta in volta determinata dal “capo” e dalla cerchia ristretta dei propri collaboratori, piuttosto che la lealtà con la quale veniva rivendicata la necessità  di luoghi di confronto e di discussione per assumere decisioni conseguenti. Chi non ha condiviso queste scelte non si è sentito  semplicemente, una minoranza: è stato trattato e raccontato nel Paese e nel partito come se fosse un’opposizione. La conseguenza è stata anche un Governo troppo spesso debole con i poteri forti (dal punto di vista economico e dell’influenza politica) ma impermeabile alle istanze dei soggetti più deboli che richiedevano maggiori e non minori protezioni nella temperie del lungo momento di crisi, non solo economica, che attraversa il Paese. Andato in frantumi da tempo il progetto di un sistema politico bipartitico, sepolto dall’esito del referendum sulle riforme anche un disegno istituzionale che aveva provato a non tenere conto della realtà delle cose, ci saremmo aspettati almeno una valutazione effettiva sugli errori  commessi. Abbiamo dovuto  assistere solo ad un disperato tentativo di salvaguardare il proprio futuro politico. La mozione per la candidatura a Segretario del Partito Democratico di Andrea Orlando nasce quindi sula base di voler costruire una risposta diversa: nel partito, nelle sue scelte politiche di fondo e nelle istituzioni. Vogliamo un Partito Democratico capace di interpretare adeguatamente un disagio diffuso,  farsene carico e dare il senso di una direzione di marcia nuova. Vogliamo un  Partito comunità, maggiormente aperto e inclusivo delle diverse istanze, tra le quali essere in grado di fare sintesi, un Partito plurale e capace di federare quanto si muove nell’orizzonte di centrosinistra, che non è mai stato riassumibile nella semplice sommatoria delle forze politiche, ed ormai è evidente non in un’unica formazione politica. Un Partito da custodire e preservare: perché unico strumento a disposizione dei ceti meno abbienti per cambiare lo stato delle cose con la partecipazione personale. Postulato di questa concezione è un Segretario che si candida a fare soltanto il Segretario e che una volta eletto, non pensa subito a come divenire presidente del Consiglio, sindrome costante di tutti i leader che si sono alternati alla guida del centro sinistra prima e dopo il PD. Ed è per questo che noi partiamo da un punto nodale, anche nel nuovo organizzarsi di un mondo sempre più interdipendente: il lavoro. Perché anche nel mondo di oggi è dal lavoro che trae dignità e autonomia la persona, capace poi di battersi per dare dignità a tanti altri diritti. Il lavoro va protetto, difeso ma anche creato, declinando in maniera differente un processo di innovazione che sotto le insegne del proprio miraggio ha invece piuttosto contribuito a distruggerlo. Riconoscere i saperi e conoscere meglio il capitalismo, nelle sue molteplici varianti finanziarie, che in questi anni ha distrutto mercati e non ha conosciuto argini e regimi alla propria deliberata azione di accumulazione di ricchezze a vantaggio si sempre più pochi soggetti, producendo disuguaglianze intollerabili. Vogliamo un Partito che sia capace di rielaborare un nuovo Welfare Community, ridando piena dignità al concetto che chi è più forte e garantito partecipa al sostegno di chi lo è di meno, non lo vede come un nemico che vuole rubargli risorse sempre meno disponibili, con l’obiettivo di una società più giusta e meno conflittuale. Negli ultimi decenni tutto è cambiato con un’accelerazione mai conosciuta prima e così  impetuosa che folle sarebbe pensare di resistere preservando le categorie del passato. Compito della politica allora non può che essere quello di farsi carico di tali enormi problemi e provare ad offrire soluzioni per preservare la pace, difendere i più deboli dal potere dei più forti e diffondere il benessere e, se non è un eresia, anche un po’ più di serenità. Questo è il messaggio diverso, anche nel modo di fare politica e di costruire i contenuti di questo confronto congressuale, che vogliamo proporre e rilanciare sostenendo la candidatura di Andrea Orlando.
SABATO 18 MARZO, ORE 17.OO SALA CONFERENZE SESTA PORTA -Via Cesare Battisti 61, PISA “UGUAGLIANZA, LAVORO E INCLUSIONE” La Sinistra Pd a sostegno della candidatura di Andrea Orlando alla Segreteria nazionale Pd  … Leggi il programma