Governance del Trasporto Aereo

demetra5lug175 LUGLIO 2017 ore 9.00 In occasione dei venti anni dall’istituzione dell’ENAC (d. lgs. 25 luglio 1997, n. 250), il Centro Studi Demetra e la Fondazione 8 ottobre 2001 organizzano una Tavola Rotonda per la presentazione del volume a cura dell’Avv. Pierluigi Di Palma, ”Governance del Trasporto Aereo – trasformazione giuridica dell’ENAC”, pubblicato nella Collana i Quaderni dell’Aviazione Civile, con la prefazione del Prof. Mario Sebastiani dell’Università di Roma Tor Vergata e la quarta di copertina del Prof. Antonio Catricalà, Presidente di Aeroporti di Roma. L’evento si tiene preso la Sala Tamburro dell’ENAC (Via Gaeta 3, Roma), mercoledì 5 luglio 2017 …leggi il programma  leggi l’intervento

In visita al Comando generale delle Capitanerie di Porto

filippigiu17Invitato dal Comandante Generale delle Capitanerie di Porto sono stato in visita alla loro sede centrale. Accoglienza calorosa e confidenziale maturata in anni di reciproca conoscenza e spero anche di reciproco apprezzamento. Di certo da parte mia il riconoscimento della grande professionalità e preparazione del Corpo delle Capitanerie nelle attività che ogni giorno h24 svolgono nei principali porti del Paese e soprattutto nello straordinario e strepitoso impegno che da anni mettono in termini di soccorso in mare sul fronte delle migrazioni in maniera inappuntabile. Un momento di particolare emozione e interesse è stata la presentazione della sala telecontrollo … Un occhio costantemente aperto sull’intero Mar Mediterraneo in grado di consentire l’operatività con assoluta tempestività e preparazione su ogni evento in qualsiasi condizione meteo marina. Un fronte d’intervento in grado di coprire emergenze di carattere umanitario e sociale ma anche di carattere ambientale e di consolo e vigilanza sull’attività della pesca. A conclusione della visita l’omaggio del prestigio crest del corpo con immortalazione insieme all’Ammiraglio Vincenzo MELONE. Insomma una di quelle giornate da incorniciare nei ricordi. Grazie a tutti.

intervento in alua sul DEF

812a SEDUTA PUBBLICA RESOCONTO STENOGRAFICO MERCOLEDÌ 26 APRILE 2017 (Doc. LVII, n. 5) Documento di economia e finanza 2017 PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Filippi. Ne ha facoltà. FILIPPI (PD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, questo è il quinto e probabilmente ultimo DEF della legislatura e, come tale, si offre tanto a una lettura prospettica, quanto a una retrospettiva dell’andamento economico tendenziale del Paese. Alle nostre spalle stanno ormai anni di crisi che hanno segnato in profondità assetti sociali che pensavamo consolidati e divaricato condizioni reddituali già molto distanti tra loro. Gli scenari che il documento prospetta rivelano tassi di crescita ancora troppo deboli a fronte soprattutto di problemi strutturali ancora lontani dall’essere risolti. Fra i tanti, penso alla riforma della pubblica amministrazione, al debito pubblico e alla corruzione. …leggi tutto l’intervento

9 ottobre 2016 AMNIL 66°giornata vittime sul lavoro

Gentile Presidente, a causa di impegni concomitanti non potrò essere con voi per l’iniziativa che avete organizzato in occasione della 66^ giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. L’occasione però è sempre utile per una breve riflessione per chi, come me, è impegnato nell’attività parlamentare ed ancora più specificamente, nel programmare le opere pubbliche e le leggi che le regolano. Nello scorso anno, come sicuramente vi è noto, il dato complessivo relativo agli infortuni sul lavoro avrebbe dovuto essere motivo di fiducia; un calo delle denunce d’infortunio pari quasi al 4%. Purtroppo questo dato era controbilanciato, in maniera molto più preoccupante dall’aumento, per la prima volta dopo molti anni, dei morti sul lavoro: 63 in più rispetto al 2014. Ed a preoccuparci ancora di più è stato l’aumento specifico delle morti sul lavoro in Toscana, ben 27 in più rispetto all’anno precedente. Questa preoccupante inversione di tendenza ci spinge ancora di più a chiedere che ci sia sempre una attenta sorveglianza delle normative previste per la tutela della salute dei lavoratori, che io credo siano di buon livello ma troppo spesso non rispettate fino in fondo; una continua sensibilizzazione dei lavoratori affinché non avvertano mai come un possibile “fastidio” le procedure e gli strumenti di protezione previsti per la loro mansione ma, al contrario, ne richiedano l’utilizzo se dovessero mancare (una campagna ancora più forte da effettuare verso i lavoratori di origine non italiana). A questo deve affiancarsi un doppio impegno delle istituzioni: da un alto per garantire un livello di sicurezza sul lavoro sempre più alto, dall’altro per consentire, alle vittime rimaste ferite negli incidenti, un pronto recupero della piena funzionalità o, nel caso in cui rimangono delle invalidità, la piena possibilità di essere reinseriti nel mondo del lavoro e, cosa altrettanto importante, la possibilità di vivere le nostre città e tutto ciò che è al servizio del cittadino (trasporti, luoghi di divertimento, ecc) senza nessuna barriera architettonica. Il mio personale impegno, come sempre, è di essere sempre attento alle vostre istanze e, per quanto è nelle mie capacità, cercare di realizzare i necessari miglioramenti della normativa che la vostra associazione ritiene più utili per evitare nuove tragedie e migliorare la condizione di vita di chi ne è rimasto vittima nel passato.

 

Grandi opere: Il Mose

interv su legge elettoraleDiscussione delle mozioni nn. 293 (testo 3), 584, 585, 588, 596 e 599 su iniziative contro la corruzione negli appalti nelle grandi opere pubbliche FILIPPI (PD). Signora Presidente, onorevoli colleghi, il tema delle grandi opere, della loro progettazione, del loro collaudo e messa in esercizio costituisce da tempo per il nostro Paese un tema spinoso e complesso: spinoso, perché le performance che abbiamo registrato negli ultimi anni hanno disvelato spesso un sistema corruttivo e collusivo, che ha inciso negativamente non solo sulla credibilità e la buona immagine delle istituzioni pubbliche ma anche sulla perdita di competitività complessiva del nostro sistema Paese; complesso perché la materia degli appalti per le grandi opere pubbliche e la loro progettazione è materia indubbiamente complessa, una materia per addetti ai lavori per antonomasia. E non potrebbe essere altrimenti per grandi opere pubbliche, che spesso si innestano in un territorio di pregio o in contesti ad intenso insediamento urbano o anche, come nel caso del MOSE, in contesti come quello della laguna di Venezia e della sua città di valore inestimabile per l’intera umanità. …leggi l’intervento

Sportello Unico Doganale

Con la riforma dell’ordinamento portuale è stato previsto, all’art. 18, lo “Sportello unico doganale e dei controlli” allo scopo di favorire il recupero della competitività degli scali nazionali, velocizzando il processo di sdoganamento e con esso tutti i controlli connessi all’entrata e all’uscita delle merci nel territorio nazionale. Ne parleremo con il Ministro Delrio e il sottosegretario De Micheli in una Tavola Rotonda con i rappresentanti del settore, martedì 24 maggio a Roma, Sala di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica, 72 – Roma, ore 9.00.
Sportello unico doganale 24maggio16

OK A SEMI PRIVITATIZZAZIONE CON SERIO PIANO INDUSTRIALE

“Il principio essenziale per il percorso ricco di problematiche e di conseguenti riflessi della parziale dismissione di Ferrovie dello Stato deve essere quello di non procedere prima di un piano industriale serio che FS, tramite il Governo, sia in grado di presentare al Parlamento”. E’ quanto dichiarato dal senatore del Partito democratico Marco Filippi, capogruppo in Commissione Infrastrutture e Trasporti a Palazzo Madama, in dichiarazione di voto sulla semi privatizzazione di Ferrovie dello Stato. “Un piano industriale che delinei con chiarezza il perimetro della privatizzazione – ha sottolineato l’esponente di maggioranza – e sciolga il nodo della separazione tra rete e servizi. Per quanto ci riguarda, ci sentiamo di invitare il Governo a valutare in questo senso la possibile separazione societaria del gruppo Ferrovie. Una rete che come richiamato in diverse mozioni deve continuare a garantire a tutti gli operatori un accesso equo e non discriminatorio all’infrastruttura stessa la cui configurazione patrimoniale non può che non richiamarsi a principi e natura pubblicistica”. “Come richiamato nella mozione da noi presentata – ha concluso Filippi – riteniamo impegnato il Governo a presentare al Parlamento tutti i passaggi rilevanti di tale processo di dismissione delle quote azionarie”. …leggi l’intervento

CODICE STRADA. FILIPPI (PD): NON C’E’ ALCUNA TASSA PER BICICLETTE

leggi_manovrabilancioIl capogruppo del PD nella Commissione Trasporti del Senato, sen. Marco Filippi, ha presentato una nuova formulazione dell’emendamento sulla identificazione e assicurazione delle biciclette utilizzate per il trasporto a pagamento di persone, i cosiddetti risciò. “Anche a seguito dell’acceso dibattito che c’è stato in questi giorni – dichiara Filippi – ho valutato che fosse meglio precisare ulteriormente quello che fin dall’inizio era il mio intento: evitare che servizi di trasporto di turisti e cittadini fossero svolti fuori da ogni regola e senza una qualsiasi forma di assicurazione, come accade oggi. Anche se la bicicletta è un mezzo nobile di trasporto, il meno inquinante ed il meno pericoloso per gli altri utenti della strada, ritengo sia indispensabile che il suo utilizzo per trasportare persone a pagamento debba essere adeguatamente regolato, proprio per garantire la sicurezza di tutti”.
Il nuovo emendamento è il seguente:
Art. 2
Al comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente:
“c-bis) la definizione, nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari:
1) delle motoslitte, disciplinandone le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché la circolazione con un apposito contrassegno identificativo, documenti di circolazione e di guida e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi;
2) delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti per il trasporto a pagamento, pubblico o privato, di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, nonché la circolazione delle stesse con un apposito contrassegno identificativo e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi;”.

Marco Filippi: la riforma del Codice Appalti

IMG_20150428_120512497PRESENTAZIONE DEL SEMINARIO SULLA RIFORMA DEL CODICE DEGLI APPALTI Residenza di Ripetta 28 04 2015
Buon giorno a tutti! Ringraziamenti per la partecipazione agli intervenuti Un ringraziamento particolare ai relatori che hanno accettato l’invito a questa iniziativa. A me spetta essenzialmente il compito di presentare il motivo e gli obiettivi che questa iniziativa si propone, il taglio che abbiamo voluto conferirgli nonché le regole di ingaggio prevsite per lo svolgimento della stessa. Il motivo è abbastanza semplice. Siamo alla vigila dell’esame del provvedimento di delega al Governo per la riforma del codice dei contratti e degli appalti pubblici e il nostro gruppo parlamentare intende rappresentare e confrontarsi con autorevoli e significativi esponenti qui presenti. Noi riteniamo, con convinzione, che la riforma del codice degli appalti costituisca uno di quei pezzi di riforme strutturali di cui il paese avverte da tempo un particolare bisogno. E per questo intendiamo caratterizzare questo importante  processo di riforma, con obiettivi significativi da cogliere nella riscrittura integrale del codice. Una riscrittura integrale che a nostro avviso si impone per due ordini di necessità. Il primo perché le direttive Europee, che siamo chiamati a recepire nel nostro ordinamento, non consentono una loro facile integrazione nel corpo normativo attuale. Il loro recepimento infatti come semplice e ulteriore sovrapposizione al tessuto esistente, già abbondantemente frutto di rammendi in questi anni, ci  appare in tutta franchezza improbabile e improponibile. In una parola, le direttive tendono a conferire una indubbia e ulteriore maggiore discrezionalità alla pubblica amministrazione e alle stazioni appaltanti nell’affidamento di lavori, servizi e forniture. Ciò è rinvenibile tanto negli strumenti di selezione che le diretive offrono, quanto nelle modalità degli obiettivi che si propongono di perseguire. Aspetti questi che, seppur da noi condivisi, tenderebbero ad IMG_20150428_102629211aggravare una situazione già fortemente compromessa, sul piano della legalità avvenuta nella applicazione dell’attuale Codice. Ma il secondo motivo che per noi si impone a giustificazione di una riscrittura integrale del codice è proprio dovuto ad una evidente valutazione nei risultati che l’attuale codice dei contratti e degli appalti ha prodotto. Noi ne diamo un giudizio non positivo per motivi che traggono le loro ragioni nell’origine e nella gestazione del codice ma anche nella gestione dello stesso. Gli aspetti più evidenti sono rappresentati sicuramente dalla mole normativa costituita da oltre 600 articoli tra codice e regolamento attutivo con un infinità di commi che lo ha reso per certi versi una selva inestricabile. Una relazione tra codice e regolamento che è giunta troppo differita nel tempo e con una sostanziale commistione e interferenza  tra codice e regolamento. Ma a tutto ciò si è anche aggiunto una gestione del codice che ha conosciuto in meno di dieci anni almeno 60 riscritture con oltre 600 modifiche, in un concorso di mani che ha visto indistinte lobby, gabinetti ministeriali e legislatore comunemente inteso. Il risulatato più singolare, tra i tanti che potrebbero essere presi a riferimento, e che ci hanno indotto a chiedere al Governo di cambiare radicalmente e in profondità l’attuale normativa, sta nelle deroghe sistematiche che a quell’impianto, specie per opere particolarmente complesse e importanti, sono state necessarie per realizzarle. Solo per l’EXPO di Milano, e solo per citare l’esempio più attuale e forse neppure quello più eclatante, ne sono state collezionate oltre 80, non ne commento i motivi che le hanno rese necessarie le conseguenze che hanno prodotto e le finalità talvolta perseguite. L’obiettivo che ci prproponiamo dalla riforma del Codice ha quindi essenzialmente due scopi. Il primo rendere più efficiente ed efficace un sistema di regole più di quanto non lo siano state quelle attuali. Un obiettivo quindi improntato ad una forte semplificazione delle norme, nella chiarezza interpretativa, nella loro univocità, e nella riduzione significativa del loro numero e delle procedure previste. Abbattere esplicitamente il peso della burocrazia! Il secondo scopo che ci proponiamo con il provvediemento di delega al Governo per la riforma del codice, e che costituisce più propriamente l’oggetto dell’iniziativa odierna, è quello di conferirgli un carattere tale da renderlo uno strumento di contrasto ai fenomeni corruttivi e degenerativi registrati in questi anni. Ci proponiamo un obbiettivo che vada oltre la semplice e tanto invocata IMG_20150428_113804638trasparenza e pubblicità degli affidamenti dei contratti o degli appalti, per spingersi in un territorio che potremmo definire della tracciabilità totale per tutti e su tutto, anche prima e dopo il momento dell’affidamento. Un complesso sistema di norme quindi che non consenta zone d’ombra, scorciatoie o furberie di sorta. Vorremmo che il nuovo codice potesse costituire un baluardo di legalità e di efficacia. Non è causale quindi, come facilmente può essere compreso, che le due immagine che abbiamo preso a prestito, nella locandina dei nostri inviti, per la presentazione di questa iniziativa,  per un messaggio che fosse anche visivamente chiaro, è stato quello di una giustizia più efficiente nel colpire i corrotti e i corruttori, ma anche quella di cantieri che  ripartono per far uscire il nostro paese dalla crisi. Sono due facce, per noi, della stessa medaglia. Non ci può essere l’una senza l’altra. Un paese che in questo senso ha bisogno di girare pagina rapidamente e con decisione rispetto ad un passato che ancora ci affligge! Consentitimi al riguardo una citazione proprio di ieri del Presidente delle Repubblica Sergio Mattarella che torvo particolarmente appropriata al convegno di oggi… Tutti devono fare la parte loro per vincere la sfida e ammodernare il Paese. Deve farlo la pubblica amministrazione, mettendo a sistema le proprie intelligenze, mantenendosi ancorata, nell’azione, ai principi della Costituzione e adeguandosi, rapidamente, alle potenzialità delle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni. Deve farlo la politica a tutti i livelli, operando scelte che favoriscano lo sviluppo e diano priorità al lavoro. Ancor più, alla politica, tocca colpire la corruzione, responsabile di oneri e di alterazioni di competitività intollerabili per il Paese e per il sistema delle imprese.  Bisogna ridurre le lungaggini burocratiche, contrastare l’illegalità, combattere senza riserve le mafie. Anche la società deve sostenere questo impegno di ammodernamento del Paese: con una cittadinanza attiva che, quando è necessario, stimoli, integri, corregga l’azione delle pubbliche istituzioni. Anche gli imprenditori sono chiamati a fare la loro parte, fino in fondo. Affrontare il mercato, utilizzare e valorizzare il lavoro e la creatività dei loro collaboratori, progettare, investire con coraggio, sapendo anche crescere nelle dimensioni. Il salto necessario oggi è coniugare la qualità con una struttura più solida, finanziariamente più forte, capace di reggere in mercati globali. La qualità e la sua crescita non hanno confini legati alle dimensioni. Si può fare qualità nelle piccole come nelle grandi aziende. Si tratta semmai di mettere in campo strumenti che consentano di fare rete, e magari integrare, o comunque consentire l’utilizzo di capitali adeguati a chi altrimenti nella competizione sarebbe battuto in partenza.” E consentitemi ancora: “Troppi posti di lavoro e tanta capacità produttiva sono andati perduti in questi anni. Invertire la rotta è il compito che abbiamo davanti. Aver saputo tenere testa alla difficile congiuntura finanziaria internazionale, negli anni che sono alle nostre spalle, è stata opera di grande merito. Va ora completata l’azione, con la prosecuzione sulla strada di riforme necessarie e di iniziative per la crescita, concertate a livello dell’Unione Europea.” (non avrei saputo trovare parole migliori!) Bene!  Questo in sostanza, è quindi l’obiettivo e il senso che ci proponiamo con la riforma del codice ed è quello di cui vorremmo parlare nella giornata di oggi, con i nostri relatori. Abbiamo pensato nonostante il numero e l’autorevolezza dei partecipanti ad una iniziativa snella e improntata alla massima sobrietà. In questo senso abbiamo ritenuto, di prevedere non più di dieci minuti per ogni singolo intervento…come si conviene alle emozioni intense! Ovviamente mi farò carico di segnalare il tempo ai relatori, in modo da far concludere loro l’intervento nel tempo dato. Darei adesso subito la parola al nostro relatore  del provvedimento, il Sen. Stefano Esposito, per entrare nel merito delle questioni che sono state oggetto di delega al Governo e che si sono sostanziate nella riscrittura del nuovo testo base assunto dalla commissione del senato referente per l’aula e che sarano nei prossimi giorni oggetto di esame emendativo.