Tallin, 21-22 settembre 2017: Incontro interparlamentare sul tema dei collegamenti di trasporto in Europa

tallinL’Italia sostiene con convinzione la politica dei trasporti e di infrastrutturazione dell’Unione Europea. Considera il programma degli interventi ambizioso e gli obiettivi che si propone adeguati per una nuova stagione dell’Unione Europea. A questa visione europea, l’Italia negli ultimi anni si è progressivamente conformata con una programmazione dei propri atti di pianificazione pluriennale, selezionando le priorità, realizzando le progettazioni, prevedendo l’allocazione delle risorse in maniera corrispondente. Dal confronto tra la nostra pianificazione e la rete transeuropea sono emersi dei disalineamenti, degli anelli mancanti, che hanno già consentito al nostro Paese di identificare alcune criticità che si manifesteranno in parte con alcune richieste di modifica nel processo di revisione programmatica previsto proprio nei prossimi mesi. Ma in parte le criticità riscontrate, non potranno che tradursi in una riflessione di fondo più seria e incisiva, rispetto all’impianto stesso della programmazione comunitaria. Da un lato con un necessario adeguamento del quadro finanziario delle risorse disponibili, che risulta, assolutamente inadeguato a conseguire gli obiettivi indicati nei tempi prefissati. Per il nostro Paese, è stato stimato, un fabbisogno di risorse da qui al 2030 pari a 76 miliardi di euro di cui 43 miliardi solo per la rete centrale con una stima di risorse di cofinanziamento corrispondente come contributo U.E. , pari a 14 miliardi. tallin2Tale entità corrisponde al 60% dell’attuale dotazione del fondo disponibile e offre una copertura per l’Italia solo del 20% degli investimenti previsti. Ma dall’altro lato, impone una riflessione ancora più seria sulla strategia comunitaria, in ragione delle dinamiche economiche che potenze internazionali, stanno autonomamente avanzando (penso alla via della Seta e al conseguente shopping infrastrutturale nel macro-continente dell’eurasia). Strategie che ci vedono inermi spettatori e su cui l’Unione Europea urge che predisponga invece una risposta adeguata e corrispondente. La sensazione è che il quadro programmatorio, per quanto condiviso e sostenuto, appare troppo rigido e troppo lento nella sua concreta attuazione oltre che debole nelle risorse da mettere a disposizione. È il momento che l’Europa, proprio a partire dalle sue dotazioni infrastrutturali, giochi la partita che gli spetta nello scenario globale. …leggi il programma

ANAC, FILIPPI: FATTI PASSI AVANTI CONTRO CORRUZIONE, PRONTI A FARE ANCORA MEGLIO

IMG_20150428_113804638ANAC, FILIPPI: FATTI PASSI AVANTI CONTRO CORRUZIONE, PRONTi A FARE ANCORA MEGLIO (9Colonne) Roma, 6 lug – “La relazione annuale dell’Anac in un paese come il nostro potrebbe essere solo fonte di preoccupazione: al contrario ogni anno ci da’ il segno dei passi avanti che si sono fatti nel cercare di prevenire la corruzione e di cosa si può programmare nei prossimi anni per fare ancora meglio. L’Anac è un’autorità ancora giovane ma si vede che ha dentro di se’ già molte valide esperienze che il Presidente Raffaele Cantone sta facendo lavorare sempre meglio. Raccogliamo con attenzione le sue segnalazioni sull’applicazione del nuovo codice appalti e sulle sue modifiche e valuteremo con attenzione se saranno necessari piccoli aggiustamenti per farlo funzionare meglio. Spero che ci sia anche il tempo per migliorare le norme sul whistleblowing per incoraggiare i dipendenti della pubblica amministrazione ad essere sempre più parte attiva nella lotta contro la corruzione”. Lo afferma il senatore del Partito democratico Marco FILIPPI, capogruppo in Commissione Trasporti e lavori pubblici a Palazzo Madama. (red) 061351 LUG 17

In visita all’Accademia Navale di Livorno

an1_1254Oggi ho avuto l’occasione e l’onore di poter visitare, accompagnato dall’Ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, un livornese, Comandante della Accademia Navale di Livorno, il luogo che da ben più di un secolo forma quelli che poi saranno gli ufficiali della nostra Marina Militare. Un compito sempre più delicato vista l’importanza che rivestono oramai le nostre forze armate, ed in particolare la Marina Militare, nel garantire una capacità di reazione e controllo dei nostri mari e delle zone dove le nostre forze armate sono chiamate a compiere missioni per garantire la pace a livello internazionale. Come pure importante è stato l’impiego nel salvare tante vite nel mare Mediterraneo con la missione Mare Nostro. Passando in rassegna luoghi e ausili di studio degli allievi, impreziositi nella cornice del complesso  edilizio dell’Accademia Navale, ho potuto constatare, una volta  di più, come la formazione che gli allievi ricevono costantemente negli anni, basata su  processi di selezione e su un’accurata educazione e disciplina, sia capace di fondere valori e saperi legati alla tradizione, con metodologie e conoscenze avanzatissime. capaci di mantenere la nostra Marina Militare al massimo livello tra le forze omologhe a livello internazionale. an1_1240Di straordinario valore e non sempre nota all’opinione pubblica, è l’attività di formazione che a partire dal  secondo dopo guerra,  ogni anno si perpetua, nei confronti di allievi stranieri, con un’attenzione significativa ai paesi rivieraschi del Mar Mediterraneo. Come mi spiegava lo stesso Ammiraglio, questa attività è da ritenersi il miglior investimento per il nostro Paese in una prospettiva di collaborazione e di pace negli scenari internazionali. Allievi che diverrano comandanti e ammiragli e che come ha avuto modo di constatare lui personalmente, rimangono sempre legati, anche affettivamente, ad un luogo  per loro significativo della propria formazione. Per concludere sono particolarmente felice di aver fatto questa visita non solo da parlamentare, sempre attento alle esigenze di strutture così importanti, ma anche da livornese. Non sempre le strutture militari sono ben integrate nel territorio dove vengono insediate. L’Accademia invece è sicuramente una delle istituzioni a cui i livornesi sono più legati e gli allievi sanno che Livorno, almeno per qualche anno, sarà veramente la loro casa. Un rapporto che sono felice di rinnovare e che spero di contribuire a rendere sempre più forte.

an1_1252an1_1244an1_1222

In visita al Comando generale delle Capitanerie di Porto

filippigiu17Invitato dal Comandante Generale delle Capitanerie di Porto sono stato in visita alla loro sede centrale. Accoglienza calorosa e confidenziale maturata in anni di reciproca conoscenza e spero anche di reciproco apprezzamento. Di certo da parte mia il riconoscimento della grande professionalità e preparazione del Corpo delle Capitanerie nelle attività che ogni giorno h24 svolgono nei principali porti del Paese e soprattutto nello straordinario e strepitoso impegno che da anni mettono in termini di soccorso in mare sul fronte delle migrazioni in maniera inappuntabile. Un momento di particolare emozione e interesse è stata la presentazione della sala telecontrollo … Un occhio costantemente aperto sull’intero Mar Mediterraneo in grado di consentire l’operatività con assoluta tempestività e preparazione su ogni evento in qualsiasi condizione meteo marina. Un fronte d’intervento in grado di coprire emergenze di carattere umanitario e sociale ma anche di carattere ambientale e di consolo e vigilanza sull’attività della pesca. A conclusione della visita l’omaggio del prestigio crest del corpo con immortalazione insieme all’Ammiraglio Vincenzo MELONE. Insomma una di quelle giornate da incorniciare nei ricordi. Grazie a tutti.

Per un nuovo servizio di taxi: tra innovazione e obblighi di servizio

Il capogruppo del PD nella Commissione Trasporti del Senato, Marco Filippi, ed il senatore Walter Tocci hanno organizzato per martedì prossimo, 13 giugno, un seminario sulle nuove prospettive del servizio Taxi. L’incontro inizierà alle ore 10,30 e si terrà presso la sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro, piazza Capranica 72 a Roma. Sono in corso una serie di innovazioni, sia tecnologiche che legislative, che stanno trasformando sempre più il servizio Taxi e questa giornata vuole fare il punto sullo situazione attuale e lanciare nuove proposte per garantire gli obblighi del servizio pubblico ed insieme accettare le nuove sfide lanciate dalle tante innovazioni tecnologiche. Saranno presentate alcune ricerche sullo stato attuale del settore e nuove proposte di legge per definire meglio il complesso delle regole a cui tutti gli attori di questo importante e delicato servizio devono attenersi. I lavori saranno aperti dal presidente dei senatori PD, Luigi Zanda, e vedranno gli interventi di Andrea Camanzi, Presidente dell’Autorità di regolazione dei Trasporti, di Anna Donati, del Kyoto club, dei professori Andrea Boitani e Stefano Colombo, del sen. Stefano Tomaselli, e dei rappresentanti dei tassisti Oreste Dottori, UN.ICA TAXI, Nicola Di Giacobbe, U.N.I.C.A CGIL, e Loreno Bittarelli, cooperativa radiotaxi 3570. 

i materiali del convegno:
ipotesi-regolamentazione-app-convegno-senato
uri_studio-kpmg_report_vdef-1
convegno-radio-taxi_20170530_vdef
taxipiu-1
a-c-3012-ddl-concorrenza-art-1-com171-183
a-c-3012-ddl-concorrenza-art-1-c-171
atto-di-segnalazione_signed
allegato-2-tabella-di-raffronto-tra-disciplina-vigente-e-come-modificata-da-segnalazione-art_signed
art-proposte-modifica-legislazione-vigente-taxi
donati-taxi-sharing-mobility-13-giugno
immaginiamo-il-tplnl-2-0
tpnl-2-0-il-futuro-si-costrusce-dal-presente

locandina

 

“UGUAGLIANZA, LAVORO E INCLUSIONE”

nwsNel congresso in corso del Partito Democratico aderisco con convinzione alla mozione Orlando, nella consapevolezza che stiamo vivendo un momento decisivo per le sorti del nostro Partito. Quando fu fondato il PD per molti di noi rispondeva ad un’ansia di superare di slancio i limiti che le organizzazioni politiche di massa di derivazione novecentesca, ormai logore nelle strutture e nei consensi, manifestavano con ogni evidenza, a partire dalla difficoltà crescenti con cui riuscivano ad aggregare coalizioni sempre più frantumate e litigiose. Il modello di gestione che si è affermato in questi anni all’interno del PD si è basato essenzialmente in un progetto leaderistico che, invece di costruire un’organizzazione solida e diffusa, ha pensato di risolvere ogni problema  schiacciando la definizione di una linea politica condivisa sotto il peso della necessità di garantire al Paese un governo, e poi usare il potere derivante dall’essere al governo come occasione di affermazione personale e di comando e non come opportunità per crescere e far crescere un gruppo dirigente coeso e compatto: capace di discutere ma poi di condividere e difendere le scelte comuni. Il postulato è stato il riconoscimento della fedeltà e dell’obbedienza alla linea di volta in volta determinata dal “capo” e dalla cerchia ristretta dei propri collaboratori, piuttosto che la lealtà con la quale veniva rivendicata la necessità  di luoghi di confronto e di discussione per assumere decisioni conseguenti. Chi non ha condiviso queste scelte non si è sentito  semplicemente, una minoranza: è stato trattato e raccontato nel Paese e nel partito come se fosse un’opposizione. La conseguenza è stata anche un Governo troppo spesso debole con i poteri forti (dal punto di vista economico e dell’influenza politica) ma impermeabile alle istanze dei soggetti più deboli che richiedevano maggiori e non minori protezioni nella temperie del lungo momento di crisi, non solo economica, che attraversa il Paese. Andato in frantumi da tempo il progetto di un sistema politico bipartitico, sepolto dall’esito del referendum sulle riforme anche un disegno istituzionale che aveva provato a non tenere conto della realtà delle cose, ci saremmo aspettati almeno una valutazione effettiva sugli errori  commessi. Abbiamo dovuto  assistere solo ad un disperato tentativo di salvaguardare il proprio futuro politico. La mozione per la candidatura a Segretario del Partito Democratico di Andrea Orlando nasce quindi sula base di voler costruire una risposta diversa: nel partito, nelle sue scelte politiche di fondo e nelle istituzioni. Vogliamo un Partito Democratico capace di interpretare adeguatamente un disagio diffuso,  farsene carico e dare il senso di una direzione di marcia nuova. Vogliamo un  Partito comunità, maggiormente aperto e inclusivo delle diverse istanze, tra le quali essere in grado di fare sintesi, un Partito plurale e capace di federare quanto si muove nell’orizzonte di centrosinistra, che non è mai stato riassumibile nella semplice sommatoria delle forze politiche, ed ormai è evidente non in un’unica formazione politica. Un Partito da custodire e preservare: perché unico strumento a disposizione dei ceti meno abbienti per cambiare lo stato delle cose con la partecipazione personale. Postulato di questa concezione è un Segretario che si candida a fare soltanto il Segretario e che una volta eletto, non pensa subito a come divenire presidente del Consiglio, sindrome costante di tutti i leader che si sono alternati alla guida del centro sinistra prima e dopo il PD. Ed è per questo che noi partiamo da un punto nodale, anche nel nuovo organizzarsi di un mondo sempre più interdipendente: il lavoro. Perché anche nel mondo di oggi è dal lavoro che trae dignità e autonomia la persona, capace poi di battersi per dare dignità a tanti altri diritti. Il lavoro va protetto, difeso ma anche creato, declinando in maniera differente un processo di innovazione che sotto le insegne del proprio miraggio ha invece piuttosto contribuito a distruggerlo. Riconoscere i saperi e conoscere meglio il capitalismo, nelle sue molteplici varianti finanziarie, che in questi anni ha distrutto mercati e non ha conosciuto argini e regimi alla propria deliberata azione di accumulazione di ricchezze a vantaggio si sempre più pochi soggetti, producendo disuguaglianze intollerabili. Vogliamo un Partito che sia capace di rielaborare un nuovo Welfare Community, ridando piena dignità al concetto che chi è più forte e garantito partecipa al sostegno di chi lo è di meno, non lo vede come un nemico che vuole rubargli risorse sempre meno disponibili, con l’obiettivo di una società più giusta e meno conflittuale. Negli ultimi decenni tutto è cambiato con un’accelerazione mai conosciuta prima e così  impetuosa che folle sarebbe pensare di resistere preservando le categorie del passato. Compito della politica allora non può che essere quello di farsi carico di tali enormi problemi e provare ad offrire soluzioni per preservare la pace, difendere i più deboli dal potere dei più forti e diffondere il benessere e, se non è un eresia, anche un po’ più di serenità. Questo è il messaggio diverso, anche nel modo di fare politica e di costruire i contenuti di questo confronto congressuale, che vogliamo proporre e rilanciare sostenendo la candidatura di Andrea Orlando.
SABATO 18 MARZO, ORE 17.OO SALA CONFERENZE SESTA PORTA -Via Cesare Battisti 61, PISA “UGUAGLIANZA, LAVORO E INCLUSIONE” La Sinistra Pd a sostegno della candidatura di Andrea Orlando alla Segreteria nazionale Pd  … Leggi il programma

FEDESPEDI HA PRESENTATO LIBRO PROF. BOLOGNA

TEMPESTA SUI MARI 2MILANO – Organizzata da Fedespedi, la Federazionale nazionale delle imprese di spedizione internazionali si è svolta ieri a Milano la presentazione del nuovo libro del professor Sergio Bologna uno dei massimi esperti italiani di questioni legate al trasporto marittimo autore di numerose pubblicazioni e membro nei suoi lunghi anni di attività anche di vari tavoli, di gruppi di studio, dedicati alle problematiche portuali. Ad introdurre la presentazione è stato il presidente di Fedespedi, Roberto Alberti, che dell’opera di Bologna ha apprezzato l’attenzione data all’elemento umano per poi biasimare la tendenza in atto che vede gli armatori occupare in prima persona tutti gli spazi operativi della filiera logistica con l’obietivo di creare economie di scala che però penalizzano la specializzazione di tante aziende che svolgono attività spesso delicate con elevata professionalità e competenza. Nello scrivere “Tempesta perfetta sui mari – Il crack della finanza navale” il professor Bologna ha preso spunto dalla recente crisi di Hanjin per andare a toccare nei nove racconti e nelle due interviste raccolte nella pubblicazione altri temi legati anche a questioni nazionali quali ad esempio la riforma dei porti e le regole del lavoro portuale. La prefazione del libro è stata curata dal presidente dell’Autorita di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, che intervenendo alla presentazione, oltre a sottolineare quanto la “triestinità” di Bologna, l’approccio con le questioni, risalti anche in quest’ ultima opera, ha ricordato i recenti sviluppi del porto di Trieste soprattutto per quanto riguarda le merci inoltrate via ferrovia che esaltano il ruolo dello scalo in proiezione europea. Sui temi legati al lavoro nei porti si è soffermato il console della Compagnia portuale Pietro Chiesa di Genova, Tirreno Bianchi, che ha posto l’accento dell’inadeguatezza della recente Riforma portuale proprio sulla questioni del lavoro in porto, non andando a sanare le storture della vecchia Legge 84/94. TEMPESTA SUI MARI 1Osservazioni cui ha risposto il senatore Marco Filippi, membro della VIII Commissione trasporti del Senato, che ha ripercorso il contesto in cui sono maturate le attuali scelte che dovranno essere approfondite specie su alcune tematiche, comprese quelle del lavoro, e chiarite con nuovi interventi legislativi. A questa presentazione, cui hanno preso parte numerosi operatori del settori tra cui anche l’ex sottosegretario Mino Giachino, il nostro giornale riserverà un approfondimento nelle prossima edizione. …leggi l’articolo completo su “IL MESSAGGEROMARITTIMO“ 

“Non è un Paese per Pendolari. Abbonamenti Alta Velocità: tra ingiustizie ed abusi”

bigliettiMartedì 31 gennaio una folta delegazione di parlamentari (deputati e senatori) ha partecipato all’iniziativa convocata da FEDERCONSUMATORI, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e da svariati comitati di pendolari ferroviari, che hanno offerto ai partecipanti analisi dettagliate che riporto nel sito. Il tema era l’incredibile e sproporzionato aumento degli abbonamenti ferroviari (dopo aver minacciato di abolirli) per i pendolari dell’Alta Velocità da parte di Trenitalia e la loro incidenza oltre che nella loro vita anche nei bilanci e nei servizi offerti da Trenitalia. È incredibile come ciò avvenga anche dopo le aperture che erano state manifestate in audizione, proprio in commissione al Senato, da parte di Mazzoncini A.D. di FF.SS. che ragionevolmente aveva prefigurato l’apertura di un tavolo negoziale con il Governo per la definizione di un contratto di servizio con lo Stato per la previsione di servizi universali sulla linea ferroviaria ad Alta Velocità, in alcune fasce orarie. Annunciando poi alla stampa una riduzione delle stesse, cosa al momento non avvenuta. Le considerazioni svolte prendevano atto che in alcune tratte (Torino – Milano, Milano-Bologna, Bologna – Firenze, Roma – Napoli), in alcune ore della mattina e in altre della sera, il fattore di riempimento dei treni AV  da parte degli abbonati si aggira ormai intorno al 90%. La cosa che in tutto ciò stupisce è come questo dato straordinario, che corrisponde ad un’affermazione indiscutibile di quella modalità di trasporto, che ha cambiato la percezione della mobilità e dei tempi di spostamento in un numero crescente di persone, non sia assunta con l’attenzione e la sensibilità necessaria che il momento richiede. Noi siamo fermamente convinti invece che aver realizzato un’infrastruttura  importantissima e costosissima come la linea ferroviaria ad Alta Velocità, con i soldi di tutti i contribuenti, non sia stato fatto per determinarne un appannaggio esclusivo da parte delle elite di questo Paese, ma che fosse concepita come uno strumento di servizio nell’interesse generale del Paese. Troviamo pertanto insopportabile “la melina” che Trenitalia e il Governo stanno facendo sulla pelle di lavoratori e studenti pendolari che utilizzando questo servizio spendono una cifra che in molti casi è poco meno di un terzo del loro salario. Se tali servizi verrano inquadrati in una logica di servizio universale e ricompresi in un apposito contratto di servizio con lo Stato, sarà il modo di richiamare alle sue responsabilità anche NTV, che di fatto sta scaricando sulla compagine pubblica l’onere di una competizione asimmetrica. Con la mozione che abbiamo presentato per l’Aula, a urgente calendarizzazione, intendiamo pertanto confermare la nostra indisponibilità a derubricare la questione e invitiamo con forza il Governo a intraprendere le azioni necessarie per rispettare gli impegni assunti in termini di disponibilità.  …leggi il documento  …le slide  …la mozione