SCIOPERO AUTOTRASPORTO: FILIPPI (PD) PIÙ TUTELE PER I LAVORATORI VUOL DIRE PIÙ SICUREZZA PER TUTTI

ipadautotrasporto“Lo sciopero dichiarato oggi dai lavoratori dell’autotrasporto non è un momento di protesta per il proprio posto di lavoro, ma di richiesta di mantenere condizioni di lavoro che non mettano in discussione la sicurezza complessiva del nostro autotrasporto. La Commissione Europea sta pensando di modificare gli orari di lavoro, riducendo di fatto i tempi di riposo effettivi, e di facilitare eccessivamente l’utilizzo di autisti provenienti da paesi dove il costo del lavoro è molto più basso. È evidente a tutti che, al contrario, bisogna lavorare per migliorare la sicurezza degli autotrasportatori, anche per ridurre il numero di incidenti troppo spesso dovuti allo stress a cui sono sottoposti gli autisti.”

Prosegue il ciclo di incontri nei porti: Ravenna e Trieste

Prosegue il ciclo di incontri del capogruppo del PD nella Commissione Trasporti del Senato  sen. Marco Filippi nei porti italiani. Dopo le visite a Napoli e Genova, domani 25 maggio, con l’on. Alberto Pagani, saranno in visita al Porto di Ravenna mentre sabato 27 maggio, con il sen. Francesco Russo, saranno nel porto di Trieste in visita alle rispettive Autorità di Sistema Portuale. Nel corso del confronto previsto con i Presidenti e i Segretari Generali verrà verificato lo stato di attuazione della riforma anche in ragione del prossimo decreto correttivo, soprattutto per quanto riguarda le criticità nella definizione e insediamento della governance; individuazione di un modello di regolazione della manodopera portuale e le priorità infrastrutturali e di sviluppo.

Continuano le visite nei porti italiani

portodigenovaDomani, venerdì 19 maggio, i capogruppo del PD nelle Commissioni Trasporti del Senato e della Camera, sen. Marco Filippi e on. Mario Tullo, saranno in visita al Porto di Genova. Nella mattinata incontreranno il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Paolo Emilio Signorini, i responsabili del Terminal gestito dalla società Spinelli, e le Compagnie Portuali. Nel pomeriggio i due parlamentari incontreranno una rappresentanza dei piloti e degli ormeggiatori del Porto. Obiettivo della visita, che si inserisce in un più ampio giro di incontri nei porti italiani, è fare il punto sull’attuazione e funzionamento della riforma anche in previsione dell’imminente decreto correttivo.

Tempesta sui mari

telpesta-sui-mari-17….Gigantismo navale, concentrazione oligopolistica di mercato, lavoro portuale e flessibilità, sicurezza, regime concessorio e centralità dello Stato: è difficile mettere insieme tutti questi argomenti, lo ha sottolineato anche il senatore Marco Filippi, in apertura del convegno: «Il libro di Bologna ha il grande merito di costringerci a fare i conti con alcuni temi ineludibili. Non c’è forse un’unica vera via d’uscita dai dilemmi posti dal gigantismo navale, ma occorre lavorare contemporaneamente su molteplici fronti. Con la riforma della 84/94 il Governo ha dimostrato di volersi assumere l’onere di acquisire un ruolo guida nella gestione delle complessità. …leggi l’articolo

Filippi: Ancora possibile soluzione positiva per Alitalia

alitalia“Le responsabilità della crisi dell’Alitalia sono purtroppo note e lo sono soprattutto ai suoi lavoratori, che hanno visto ridursi il loro numero, mentre i loro stipendi e i loro carichi di lavoro sono stati pienamente riportati nella media delle altre compagnie europee”. Lo dichiara il senatore del PD Marco Filippi. “Dall’altro lato – spiega Filippi – non c’è stato un management capace di invertire realmente la rotta aziendale, con la messa a punto di un modello di compagnia nuovo, in grado cioè di sfruttare la centralità di Roma per offrire voli di qualità al giusto prezzo, non solo in ambito nazionale ma soprattutto in riferimento all’Europa, al Nord Africa e al Medio Oriente, tagliando i costi dei fornitori e dei servizi, grazie all’azione di manager che guardassero esclusivamente all’interesse della società”. “Sono convinto che sia una strada ancora percorribile, senza sacrificare ulteriormente i lavoratori, ma ricercando i giusti partner. Fosse stata fatta a suo tempo tale scelta – conclude il senatore dem – ora Alitalia sarebbe probabilmente nelle stesse condizioni di Iberia, che ha ricominciato a produrre utili addirittura a meno di cinque anni da tagli più drastici e dalla fusione con British Airways”. …intervista a Radio Radicale

Appalti: Errore eliminare potere intervento immediato ANAC su illegittimità.

Se le indiscrezioni apparse su alcuni organi di stampa fossero confermate, la cancellazione dei poteri di intervento dell’ANAC in caso di evidente vizio di legittimità in un appalto già concluso, senza attendere eventuali (e più lenti) interventi dell’autorità giudiziaria, sarebbe un errore sotto molti punti di vista. Il primo è che si toglie dal codice degli appalti uno strumento che poteva evitare lunghi periodi di sospensione dell’avvio di un appalto in caso di illegittimità rilevate nella procedura da parte dell’ANAC, consentendo invece alle diverse amministrazioni di porvi rimedio in autotutela. Il secondo è che questa innovazione non va a vantaggio di nessuna delle parti coinvolte in una procedura d’appalto, perché le illegittimità rimarranno nell’atto e saranno comunque elemento di contenzioso futuro, riallungando i tempi di realizzazione delle opere. Il  terzo  è che si tratta di una modifica che non è stata sottoposta al vaglio del Parlamento ma sarebbe apparsa misteriosamente direttamente nell’ultima stesura del testo prima del Consiglio dei Ministri del 13 aprile scorso, e forse approvata senza che tutti i partecipanti si rendessero bene conto dell’errore che si rischia di commettere. Si colpisce così un potere di verifica e controllo del Parlamento proprio su una legge così delicata e sui temi dell’anticorruzione, che a tutti sono molto a cuore in questa fase della nostra vita politica. Ci auguriamo che il Governo sia d’accordo con questi rilievi e provveda a ripristinare il comma tagliato con un apposito decreto legge. …leggi l’articolo 

Jolly Nero: l’inchiesta faccia luce su tutto

untitledLo sviluppo dell’inchiesta della Procura di Genova e della Guardia di Finanza sull’incidente della Jolly Nero nel porto del capoluogo ligure, che il 7 luglio 2013 causò 9 morti, non ci ha colto, purtroppo, di sorpresa. Già 2 anni fa avevamo depositato un’interrogazione al Ministero dei Trasporti per sapere se, oltre le responsabilità ipotizzate a carico degli operatori già sotto processo, fossero individuabili anche delle carenze nel procedimento di controllo del rispetto di tutte le procedure da parte degli armatori, omettendo segnalazioni dovute o richieste di intervento per aumentare la sicurezza delle navi. Ci auguriamo che l’inchiesta faccia luce su tutto, anche su eventuali profili che possano aver riguardato l’incidente della Norman Atlantic, non solo per ottenere giustizia per le vittime di queste tragedie, ma anche per evitare che si possano ripetere non per cause accidentali, ma per carenze strutturali a cui non si rimedia in tempo solo in nome del profitto.
… leggi l’interrogazione

Filippi: Bene che vertici riconoscano errore su abbonamenti pendolari

bigliettiRoma 24 gen 17 “Sono molto soddisfatto che le audizioni in Commissione Lavori Pubblici del Senato di Ferrovie dello Stato abbiano almeno fatto maturare la convinzione, a cui sono sicuro seguiranno atti adeguati, che le scelte sugli abbonamenti per i pendolari che usano le Frecce sono state sbagliate”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Commissione, sen. Marco Filippi, che prosegue: “Se è vero che si tratta di treni che vivono solo dai proventi di mercato, è anche vero che avendo sostituito in tutto e per tutto qualsiasi altro treno veloce sulle medie percorrenze delle due l’una: o si rimodulano gli abbonamenti, anche attraverso un confronto con le altre aziende che operano sull’alta velocità, o nell’ambito dei contratti di servizio regionali si individuano degli spazi per treni veloci negli orari di punta dei pendolari. Non si può predicare la necessità di invogliare i cittadini a utilizzare mezzi alternativi alle auto e poi cancellare la possibilità di accedere al trasporto ferroviario con prezzi ragionevoli”, conclude Filippi.

Audizione dell’Amministratore delegato di RFI S.p.A.

trapaniPORTI, RFI: NELL’ARCO DI 10 ANNI NE ALLACCEREMO 10
Roma, 19 gen – “Nel piano d’impresa di Rfi, dei 14 porti ‘core’ della portualità italiana noi, nell’arco di 10 anni, ne allacceremo 10 (compresi Trieste e Venezia), con il sistema della formazione del treno nel porto. Lo stesso concetto della stazione nel porto va applicato negli interporti terrestri, per eliminare quelle manovre primarie e secondarie che comportano un aggravio dei costi del sistema ferroviario”. Lo dichiara Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi S.p.A. (Rete ferroviaria italiana), rispondendo a domande di Marco Filippi e Lodovico Sonego (Pd) nel seguito dell’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra ministero Infrastrutture e Rfi. “L’intervento di Livorno sul trasporto merci – specifica – è un intervento pilota: abbiamo realizzato una stazione sulla darsena che consente di partire col treno già formato. È una cosa che può sembrare banale, ma per un porto è una dotazione che consente di risparmiare tanti soldi nelle manovre a tutto vantaggio della competitività del porto stesso. Dopo Anversa, Livorno è stato il secondo porto in Europa a dotarsene”. “Lo stesso intervento” continua “lo stiamo facendo a Taranto (Cagioni), per quanto non sia un porto strategico anche a Brindisi, e abbiamo intenzione di continuare con questo metodo anche col porto di Napoli, una volta risolta l’interferenza con viale Ferraris. Ovviamente è poi necessario che si facciano degli interventi anche dentro i porti, per rendere vantaggiosa fino in fondo questa opportunità, il che significa non solo ‘ospitarci’, con la possibilità di farci una stazione, ma anche dotarsi di binari di partenza con una lunghezza tale da rendere possibile la formazione di un treno”. (Public Policy) GIOVEDÌ 19 GEN 2017 17.03.10
puglia lug16
INCIDENTE PUGLIA, RFI: ERRORE È STATO ‘LICENZIARE’ TRENO CON LINEA NON LIBERA
Roma, 19 gen – “Le linee regionali non hanno gli stessi livelli di sicurezza delle linee nazionali. Noi abbiamo coperto l’intera rete con tecnologie di controllo marcia treno proprio per risolvere un problema di fondo: la sicurezza non si fa con la tecnologia, ma con delle regole chiare, che vanno rispettate, quindi prima di tutto le regole devono essere scritte bene. Certo, la regola, affidata all’uomo, è suscettibile di errore, e allora lo sforzo che abbiamo fatto è stato quello di far applicare la regola a una macchina, che sarà pure stupida, ma applica le regole sempre nello stesso modo”. Lo dichiara Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi S.p.A. (Rete ferroviaria italiana), rispondendo a una domanda di Marco Filippi (Pd) nel seguito dell’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra ministero Infrastrutture e Rfi. “In merito all’incidente avvenuto in Puglia – prosegue – anche se ci fosse stato il controllo marcia treno, questo non avrebbe probabilmente risolto nulla, perché lì l’errore non è stato del macchinista, ma è stato quello di ‘licenziare’ un treno con la linea non libera. La questione quindi è l’attrezzaggio di sistemi di blocco tra una stazione e un’altra che non siano il semplice blocco telefonico, ma un semplice conta-assi in uscita e uno in ingresso, che costa relativamente poco ed è di facile implementazione. Tecnologie che, sostituendosi all’uomo, ripetono in modo semplice l’applicazione di una regola scritta bene”. (Public Policy) GIOVEDÌ 19 GEN 2017 16.29.09
Leggi il documento presentato da RFI in occasione dell’audizione informale dell’Amministratore delegato di RFI S.p.A. nell’ambito dell’esame dell’atto del Governo n. 374 (Contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra Ministero infrastrutture e RFI).