“UGUAGLIANZA, LAVORO E INCLUSIONE”

nwsNel congresso in corso del Partito Democratico aderisco con convinzione alla mozione Orlando, nella consapevolezza che stiamo vivendo un momento decisivo per le sorti del nostro Partito. Quando fu fondato il PD per molti di noi rispondeva ad un’ansia di superare di slancio i limiti che le organizzazioni politiche di massa di derivazione novecentesca, ormai logore nelle strutture e nei consensi, manifestavano con ogni evidenza, a partire dalla difficoltà crescenti con cui riuscivano ad aggregare coalizioni sempre più frantumate e litigiose. Il modello di gestione che si è affermato in questi anni all’interno del PD si è basato essenzialmente in un progetto leaderistico che, invece di costruire un’organizzazione solida e diffusa, ha pensato di risolvere ogni problema  schiacciando la definizione di una linea politica condivisa sotto il peso della necessità di garantire al Paese un governo, e poi usare il potere derivante dall’essere al governo come occasione di affermazione personale e di comando e non come opportunità per crescere e far crescere un gruppo dirigente coeso e compatto: capace di discutere ma poi di condividere e difendere le scelte comuni. Il postulato è stato il riconoscimento della fedeltà e dell’obbedienza alla linea di volta in volta determinata dal “capo” e dalla cerchia ristretta dei propri collaboratori, piuttosto che la lealtà con la quale veniva rivendicata la necessità  di luoghi di confronto e di discussione per assumere decisioni conseguenti. Chi non ha condiviso queste scelte non si è sentito  semplicemente, una minoranza: è stato trattato e raccontato nel Paese e nel partito come se fosse un’opposizione. La conseguenza è stata anche un Governo troppo spesso debole con i poteri forti (dal punto di vista economico e dell’influenza politica) ma impermeabile alle istanze dei soggetti più deboli che richiedevano maggiori e non minori protezioni nella temperie del lungo momento di crisi, non solo economica, che attraversa il Paese. Andato in frantumi da tempo il progetto di un sistema politico bipartitico, sepolto dall’esito del referendum sulle riforme anche un disegno istituzionale che aveva provato a non tenere conto della realtà delle cose, ci saremmo aspettati almeno una valutazione effettiva sugli errori  commessi. Abbiamo dovuto  assistere solo ad un disperato tentativo di salvaguardare il proprio futuro politico. La mozione per la candidatura a Segretario del Partito Democratico di Andrea Orlando nasce quindi sula base di voler costruire una risposta diversa: nel partito, nelle sue scelte politiche di fondo e nelle istituzioni. Vogliamo un Partito Democratico capace di interpretare adeguatamente un disagio diffuso,  farsene carico e dare il senso di una direzione di marcia nuova. Vogliamo un  Partito comunità, maggiormente aperto e inclusivo delle diverse istanze, tra le quali essere in grado di fare sintesi, un Partito plurale e capace di federare quanto si muove nell’orizzonte di centrosinistra, che non è mai stato riassumibile nella semplice sommatoria delle forze politiche, ed ormai è evidente non in un’unica formazione politica. Un Partito da custodire e preservare: perché unico strumento a disposizione dei ceti meno abbienti per cambiare lo stato delle cose con la partecipazione personale. Postulato di questa concezione è un Segretario che si candida a fare soltanto il Segretario e che una volta eletto, non pensa subito a come divenire presidente del Consiglio, sindrome costante di tutti i leader che si sono alternati alla guida del centro sinistra prima e dopo il PD. Ed è per questo che noi partiamo da un punto nodale, anche nel nuovo organizzarsi di un mondo sempre più interdipendente: il lavoro. Perché anche nel mondo di oggi è dal lavoro che trae dignità e autonomia la persona, capace poi di battersi per dare dignità a tanti altri diritti. Il lavoro va protetto, difeso ma anche creato, declinando in maniera differente un processo di innovazione che sotto le insegne del proprio miraggio ha invece piuttosto contribuito a distruggerlo. Riconoscere i saperi e conoscere meglio il capitalismo, nelle sue molteplici varianti finanziarie, che in questi anni ha distrutto mercati e non ha conosciuto argini e regimi alla propria deliberata azione di accumulazione di ricchezze a vantaggio si sempre più pochi soggetti, producendo disuguaglianze intollerabili. Vogliamo un Partito che sia capace di rielaborare un nuovo Welfare Community, ridando piena dignità al concetto che chi è più forte e garantito partecipa al sostegno di chi lo è di meno, non lo vede come un nemico che vuole rubargli risorse sempre meno disponibili, con l’obiettivo di una società più giusta e meno conflittuale. Negli ultimi decenni tutto è cambiato con un’accelerazione mai conosciuta prima e così  impetuosa che folle sarebbe pensare di resistere preservando le categorie del passato. Compito della politica allora non può che essere quello di farsi carico di tali enormi problemi e provare ad offrire soluzioni per preservare la pace, difendere i più deboli dal potere dei più forti e diffondere il benessere e, se non è un eresia, anche un po’ più di serenità. Questo è il messaggio diverso, anche nel modo di fare politica e di costruire i contenuti di questo confronto congressuale, che vogliamo proporre e rilanciare sostenendo la candidatura di Andrea Orlando.
SABATO 18 MARZO, ORE 17.OO SALA CONFERENZE SESTA PORTA -Via Cesare Battisti 61, PISA “UGUAGLIANZA, LAVORO E INCLUSIONE” La Sinistra Pd a sostegno della candidatura di Andrea Orlando alla Segreteria nazionale Pd  … Leggi il programma

La ripresa dell’attività parlamentare

newsLa ripresa dell’attività istituzionale è stata letteralmente assorbita dall’accelerazione sulla riforma istituzionale, attualmente ancora in corso all’esame dell’aula del Senato e destinata a costituire il vero spartiacque di questa legislatura… Il 15 ottobre inizia, comunque vada, la sessione di bilancio con la presentazione al Parlamento (questa volta si inizia dal Senato) del Documento di Economija e di Finanza (DEF) con allegati il Piano Nazionale delle Riforme (PNR) e l’Allegato Infrastrutture. In mezzo a ciò la Riforma sui Diritti Civili,  la Riforma del Codice della Strada in seconda lettura  e il Codice degli Appalti di ritorno dalla Camera per la definitiva approvazione. Nel mentre le aule sono impegnate in questo tour de force la politica si alimenta, come sempre, anche di iniziative collaterali… Nel mio caso vi segnalo quelle a cui sono stato invitato. Sul territorio di Livorno è in programma: VENERDÌ 25 SETTEMBRE ore 20,30 una cena di finanziamento e tesseramento con i principali esponenti istituzionali del Partito presso il Circolo PD di Colline; DOMENICA 27 SETTEMBRE ore 18,00 nell’ambito della Festa dell’Unità rionale di Salviano un dibattito sui temi dell’Area Vasta Costiera; LUNEDÌ 5 OTTOBRE ore 21,00 i circoli PD del La Rosa e dell’Ardenza organizzano un dibattito sulle riforme  istituzionali dove introdurrò la riforma in approvazione al Senato … seguirà dibattito!
A livello nazionale sono stato invitato o sarò presente:
MERCOLEDÌ 30 SETTEMBRE ore10,30 e ore 15,00 prenderò parte ad una doppia iniziativa, organizzata dal gruppo interparlamentare innovazione di cui faccio parte, su Analisi e Prospettive di Face Book con i rappresentanti italiani della corporate e al pomeriggio una iniziativa sulla voce in Wikpedia.
Sempre MERCOLEDÌ 30 SETTEMBRE ore 21,00 alla sera è prevista una cena con alcuni parlamentari e i nuovi vertici di ANCE in previsione della nuova manovra finanziaria. VENERDÌ 2 e SABATO 3 OTTOBRE la commissione trasporti del Senato è ospite a Genova in concomitanza con il Salone della Nautica per un ricco programma di incontri formali e informali con operatori portuali.
MARTEDÌ 6 OTTOBRE ore 16,00 nell’ambito dell’edizione annuale dell’iniziativa “Merci in Treno” organizzata da FerCargo, aprirò la tavola rotonda su “Le infrastrutture di ultimo miglio”. MARTEDÌ 13 OTTOBRE sarò a Bruxelles in rappresentanza del Senato per un panel interparlamentare sul tema “Le Reti di Trasporto Trans-Europee (TEN-T) incluse le tratte transfrontaliere”.
GIOVEDÌ 15 OTTOBRE alle ore 19,00 sono stato invitato dal Centro Studi Americani per il 65′ anniversario Boing in Italia. MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE sarò relatore ad una tavola rotonda sulla Sicurezza Stradale organizzata dall’Universita Telematica di Roma. LUNEDÌ 26 OTTOBRE alle ore 10,00 la segreteria di Uil Trasporto organizza una tavola rotonda sul tema del Trasporto Aereo e del Piano degli Scali Aereoportuali recentemente approvato in CdM dove sarò tra i relatori. GIOVEDÌ 28 OTTOBRE alle ore 16,00 sempre la Uil Trasporto organizza un’altra tavola rotonda sul tema della “Connessione dei nodi logistici con i corridoi TEN-T ” anche in questa circostanza mi è stato chiesto di essere tra i relatori insieme al Ministro Graziano Delrio e al Presidente di Assoporti Pasqualino Monti. Fin qui è tutto, ma ovviamente ….solo per adesso!!!

La ripresa è ferma ai box

newsCarissime e Carissimi,
il bilancio che abbiamo alle spalle dal mio punto di vista non è entusiasmante…
Tanto a livello politico quanto a livello istituzionale e amministrativo, sia a livello nazionale che a livello regionale e locale. A partire dalla sconfitta del PD nella città di Livorno con il suo candidato più autorevole Marco Ruggeri e che a distanza di mesi vede la città come paralizzata nel suo perfetto isolamento. La crisi economica e sociale non passa e non sembra neppure attenuarsi e le riforme non convincono, prima tra tutte la riforma della seconda parte della Costituzione che passa a larghi numeri in Senato ma che non convince nel merito e nel metodo intrapreso… Naviga a vuoto anche la riforma della Portualità che dopo mesi di intenso lavoro, con la struttura di vertice del ministero e con il vertice della segreteria del Partito, non ha sortito l’effetto annunciato e atteso concludendosi con un niente di fatto. Per finire con la riconferma della candidatura di Enrico Rossi a presidente della Regione Toscana, avvenuta in modo quanto meno bizzarro, con un annuncio estemporaneo in un’intervista rilasciata dal Premier e Segretario del nostro Partito…
Avremo modo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi di parlarne e di confrontarci direttamente. Sono allo studio in questo senso iniziative e occasioni che possano permetterci di analizzare e valutare quanto è accaduto, con la dovuta serenità e pacatezza.
Vi segnalo sul mio sito alcune interviste che ho rilasciato durante la pausa estiva sull’attesa riforma portuale (Port News “La Riforma della 84/94. Siamo alle grande svolta?“; Porti e servizi tecno-nautici ”Riordino dei Porti al rush finale. Nuova governance per le Autority“; Il Corriere Marittimo “Speciali Interporti e Logistica“) e le prossime iniziative:
Venerdì prossimo sono a Catanzaro per un’iniziativa sui trasporti e le infrastrutture della Calabria, Venerdì 19 settembre invece sono a Taranto per un’iniziativa sui trasporti e le infrastrutture della Puglia e infine Sabato 4 ottobre sono a Venezia per un’iniziativa sulla riforma della Portualità e sul tema delle grandi navi (...gli appuntamenti).
Ovviamente l’occasione è sempre gradita per salutarvi con la massima cordialità e darci appuntamento alla festa dell’unità di Livorno in programma dal 11 al 21 settembre
Marco Filippi

Il “Ciclone” Renzi

newsCon il “Ciclone” Renzi le grandi intese, questa volta di Berlusconi con Grillo, si trasferiscono all’opposizione! Sono le immagini dei “Forconi” che in questi giorni agitano spettri infausti dal sapore eversivo. Lisciare il pelo a queste proteste fintamente spontanee significa solleticare rigurgiti cileni, sempre possibili ovunque in momenti in cui governabilità e tensioni sociali rischiano di avvitarsi su se stesse. Basta distrarsi qualche giorno… e se non si dispone di un fermo immagine o si perde qualche scatto… si rischia di non capire piú il contesto, la direzione e il verso della situazione in cui ci troviamo! Anche questo accade nel nostro Paese, alle prese con il suo quinto anno di crisi dura e in preda ad un approccio esclusivamente emotivo alle cose… Un paese in cui la rabbia per la sofferenza, annebbia lo sguardo e non consente di apprezzare lo sforzo di quanto fin ora fatto, i risultati prodotti e sottovalutando il rischio del precipizio che non abbiamo definitivamente scansato. Renzi dopo il travolgente successo avuto domenica scorsa nelle primarie che lo hanno eletto segretario del Partito Democratico, ha incontrato i gruppi parlamentari. Il suo approccio, un po’ ruspante e senza filtri, come è nel suo stile, ha determinato una effettiva discontinuità: nel linguaggio, nelle analisi, nelle soluzioni avanzate…
Il tempo dirà se questa discontinuità corrisponderà anche ad un effettivo cambio di passo. Intanto il Governo Letta, per volere del Presidente della Repubblica, è stato mandato in Parlamento per ricevere la sua ennesima fiducia, ma soprattutto per certificare la nuova situazione politica che si è determinata e verificare nei fatti e con i numeri il sostegno del Governo. Anche in questo caso sarà solo il tempo e le cose che ci diranno il valore e la forza dei pesi in gioco. Per il Partito Democratico si apre una fase in cui è chiamato a giocarsi tutto, una fase delicata e rischiosa non solo per le proprie sorti ma anche per quelle del Paese.

Il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi

berlusconiIo amo l’Italia…L’Italia è il mio paese…
Oggi è stata una giornata memorabile, per certi versi storica, di quelle che in futuro potrò dire…” io c’ero!” Una battaglia vera. Annunciata, studiata e giocata nelle minime mosse… senza esclusioni di colpi. Alle grida e agli strepiti abbiamo fatto corrispondere, la freddezza, la calma e la determinazione di chi sa che non può sbagliare! Non cadere in facili provocazioni… E alla fine il voto liberatorio…palese…tracciato sul grande pannello sinottico del Senato. Tacciabile e rintracciabile…a futura memoria…senza vergogna alcuna, ne’ per me… ne’ tanto meno per i miei figli!!! Con la consapevolezza di aver fatto il proprio dovere… La legge si rispetta e si applica…una volta tanto! Tanto più nei confronti di chi della legge e delle istituzioni ha manifestato un disprezzo e un’arroganza insopportabile, fatta di menzogne di raggiri e di sfacciati opportunismi che hanno finito per plasmare un spirito nazionale che ci portato nella situazione in cui ci troviamo. Da domani si apre un futuro tutto da scrivere per il paese, per niente scontato negli esiti, ma tutto da riconquistare … nella credibilità, nell’etica pubblica e nelle scelte che ogni azione di Governo comporta. Intanto da quello nuovo! Non quello delle Grandi o Confuse Intese…speriamo piuttosto in un Governo dalle intese Solide! La nuova maggioranza, quella che da ieri sera dispone in Senato di 171 voti (non sono pochi!), si è finalmente palesata con il voto di fiducia sulla Legge di Stabilità, grazie anche, diciamolo e diciamocelo con soddisfazione, ad una condotta parlamentare che alla fine ha pagato! Nei prossimi giorni capiremo la fragilità o la forza di cui la nuova maggioranza politica disporrà… Il futuro del paese è nelle nostre mani…speriamo di non essere noi i peggiori avversari di noi stessi!

La forza di questo Governo risiede nella sua debolezza

newsHo sempre sostenuto che la forza di questo Governo risiedeva nella sua debolezza. Debolezza della sua compagine ministeriale e debolezza della maggioranza che era chiamata a sostenerlo, forte numericamente ma estremamente fragile politicamente. Fragile perché, nonostante i presupposti con  i quali il Presidente della Repubblica, in occasione della sua seconda elezione, aveva richiamato le forze politiche ad un superiore bene comune e ad un necessario soprassalto di responsabilità, gli istinti e la natura delle stesse forze politiche si fondano invece su presupposti di contrapposizione e di reciproca interdizione. Così accade oggi in maniera quasi plastica che il clima registrato nelle aule e nelle commissioni parlamentari, in occasione dell’esame della legge di stabilità, assume sempre più il sapore dell’ineluttabilità di un destino segnato in partenza. Una ineluttabilità che si percepisce nelle naturali conseguenze del nostro probabile esito congressuale. Una ineluttabilità che si rafforza nelle contromosse che specularmente sono state fatte dal centro destra con la (ri?) creazione di Forza Italia, non a caso lo stesso giorno delle primarie per l’elezione del segretario del PD, l’8 dicembre… Una ineluttabilità infine che si definisce compiutamente nelle parole del leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo. Insomma una legislatura che, salvo ennesimi guizzi e piroette di funamboli sempre più stanchi, è destinata probabilmente a concludersi a breve. Forse l’imminente semestre europeo con la presidenza italiana e i suoi preparativi di fatto già in atto o qualche imprevisto di carattere tattico, al momento non prevedibile, possono solo scongiurarne l’epilogo segnato. Comunque sia, queste congetture non sono destinate a cambiarne la sostanza ma solo ad allungare l’agonia di un Governo e di una legislatura nata sotto pessimi auspici e proseguita poi (ineluttabilmente appunto) sotto quei segni infausti.

L’AUTUNNO INOLTRATO DEL CAVALIERE

newsIn un susseguirsi di frenetiche riunioni dei gruppi parlamentari del PdL, ognuna che sconfessava quella precedente, e dopo giorni di convulsi conteggi, di chi sta con chi e di prove forza senza esclusione di colpi, si è consumata ieri in Parlamento, quella che sarà probabilmente definita una giornata storica.
Berlusconi pur nascondendo la sconfitta, evitando la spaccatura formale del gruppo del PdL ed effettuando l’ennesima piroetta di funambolo consumato, ha perso! Prima non ha ottenuto le dimissioni dei parlamentari, annunciate in pompa magna. Poi non ha ottenuto le vere dimissioni dei Ministri, presentate solo formalmente. E, per finire, si è dovuto arrendere sul voto di fiducia persino dopo un voto formale del suo gruppo. Una volta tanto… ha pagato il coraggio! Quello di Letta innanzi tutto, che giustamente, non ha accettato il costante logorio ed ha deciso di affrontare direttamente la questione, “parlamentarizzando la crisi”. Ma anche quello di Alfano, che finalmente ha dimostrato di avere gli attributi minimi, per assumere su di se, la funzione di catalizzzatore, dei “prigionieri” del PdL, alla vigilia di un inevitabile processo di successione del leader…ormai prossimo alla sua estromissione dalla scena politica per colpa dei pesanti reati per i quali è stato condannato in via definitiva. La politica italiana quindi acquista da oggi nuovo impulso e scopre nuove dinamiche. Saranno le prossime settimane e i prossimi mesi che ci daranno la profondità del cambiamento in atto: dalla scomposizione che si registrerà in seno al PdL, alla celebrazione del congresso del Partito Democratico.
letta alfanoUna nuova generazione comunque sarà chiamata ad assumere su di se’ le sorti del paese. Lo scontro sarà probabilmente tra una classe dirigente tenuta troppo a lungo in freezer ed un’altra che scalpita per scendere subito in campo e non attendere quanto ha atteso quella precedente. In fondo è questa la vera novità che si è prodotta da ieri. Una novità di cui il paese ha bisogno per ritrovare vitalità e superare di slancio le conservazioni e l’immobilismo che lo tiene prigioniero da troppo tempo. Una novità pertanto da seguire, scortare e sostenere a qualsiasi latitudine del paese e in qualsiasi schieramento politico… L’Italia ha bisogno di risvegliarsi e rimettersi in cammino, sanare le contraddizioni divenute nel tempo insostenibili e investire sulle proprie risorse, fatte innanzi tutto di intelligenze, competenze e creative sensibilità. Per quello che mi riguarda, anche il nostro imminente congresso del Partito Democratico acquista nuova luce e nuovo senso…un’occasione per tutti noi da non perdere!

COMMENTO SULLA RIPRESA DELL’ATTIVITÀ PARLAMENTARE

newsCarissime e Carissime, Come di consueto ripartiamo dopo la pausa estiva, questo anno non meno lunga dei precedenti, infatti dopo l’inizio dell’anno scolastico e la ripresa dell’attività giudiziaria, è ripresa anche l’attività parlamentare. Un’attività che si è comunque alimentata, anche sotto gli ombrelloni estivi, con il dibattito estenuante sulla possibile crisi e caduta del Governo in seguito alla condanna  definitiva a 4 anni e l’interdizione ai pubblici uffici, per frode fiscale ed altri reati minori, di  Silvio Berlusconi. In questa mia breve nota voglio segnalarvi tre personali riflessioni sui temi che hanno caratterizzato l’attività e il dibattito parlamentare in queste due prime settimane in Senato. Per quanto riguarda i provvedimenti legislativi voglio segnalare l’approvazione in Aula, nella scorsa settimana della procedura abbreviata, ai sensi del art. 81 del regolamento del Senato, per la riforma dell’ordinamento portuale, approvata all’unanimità nella scorsa legislatura, che adesso riparte con rinnovata lena portinei lavori in Commissione per giungere, mi auguro, all’approvazione dell’aula entro l’anno. In questa settimana l’aula è stata invece essenzialmente impegnata nell’approvazione del decreto sul valore della cultura. Un provvedimento che costituisce già di per sé una svolta! Una vera e propria inversione di rotta, un segno lungimirante e attento alla risorsa più importante per il nostro Paese. Un decreto che interviene -come dice il presidente Letta sul “cuore del nostro Paese” che mira ad attrarre investimenti, attraverso il rilancio di Pompei, degli Uffizi, solo per citare i più significativi e un programma che scommette sui giovani artisti, talenti di creatività e risorsa preziosa per il paese. Dal punto di vista dell’attualità mi piace invece evidenziare due temi che non sono certo passati inosservati: il sollevamento e il riassetto verticale della Costa Concordia e il video messaggio di Berlusconi. Il naufragio seguito all’inchino, realizzato dallo sciagurato Comandante Schettino, suscitò la sensazione di diffuso sgomento nell’opinione pubblica, come se a naufragare fosse il Paese. Oggi quel raddrizzamento ha dato la percezione di un risollevamento possibile dalla crisi, contando proprio su quelle che sono le risorse migliori del Paese, intelligenze, competenze e lavoro di squadra. Al contrario il video messaggio di Berlusconi, che purtroppo caratterizzerà il dibattito politico dei prossimi giorni e delle prossime settimane, al netto di ciò che sarà deciso dalla giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, è solo un mesto tentativo di ritornare al passato, di fermare la propria decadenza, non solo quella da senatore. Un video messaggio che a me sembra richiamare un moderno e nostrano Bin Laden, intento a minacciare la stabilità politica in un momento delicatissimo per il Paese e a porre nei fatti il Governo Letta in una condizione di inagibilità sotto il continuo ricatto di INACCETABILI ritorsioni. _59E7198Infine dal punto di vista della politica non posso esimermi da un pensiero sul nostro congresso e sull’assemblea nazionale di venerdì e sabato prossimo a cui parteciperò. Con l’assemblea nazionale del PD del 20 e 21settembre finirà finalmente il momento del dibattito estenuante sulle regole e sulle date, finirà la fase della tattica e del “souplesse”. Si aprirà la fase del confronto e del dibattito interno per definire strategia politica per i prossimi anni alla quale corrisponderà un gruppo dirigente rinnovato, dal segretario nazionale al segretario di ogni più piccolo e disperso circolo del Partito Democratico. Al netto di tutti i veleni e del grave clima da guerra civile, in cui ci ricaccia il messaggio di Silvio Berlusconi come di un passato che si ostina a non voler passare, auguro a tutti noi Buon Congresso!

COMMENTO AL QUARTO MESE DELLA XVII LEGISLATURA

newsCarissime e Carissimi, Superati i fatidici 100 giorni del Governo Letta si delineano i primi giudizi, non solo nell’opinione pubblica, sull’operato e l’azione di un governo che con luci e ombre ha dovuto fronteggiare una navigazione perigliosa tra flutti e scogli affioranti…
La cifra distintiva è apparsa più quella del prendere tempo e rinviare le decisioni attese a momenti più favorevoli, che non quella di prendere di petto la situazione e risolvere per il meglio: dalla decisione sull’IVA e sull’IMU, a quella sugli F35, fino all’elezione sulla Santanchè per la vicepresidenza della Camera!!!
Ma si sa…la genesi di ogni cosa si porta dietro anche il rischio del proprio destino e quello di questo Governo non nasce come sappiamo sotto la migliore stella!  Sbagliato per tanto sarebbe attendere azioni o atti che non sono nei registri di questo Governo e soprattutto nella maggioranza che lo sostiene. In questo senso ho trovato perfino parosistica la richiesta di una verifica di maggioranza da parte del Proff. Ex Presidente del Consiglio e Senatore a vita Mario Monti!  Ad ogni buon conto credo sia da apprezzare la linea di continuità con il precedente Governo in termini di credibilità internazionale, specie a livello europeo, proprio perché è quello il “teatro delle operazioni”, come credo sia da apprezzare ancora di più la discontinuità dal precedente Governo in termini di risultati concreti conquistati in quell’ambito. Questa recuperata credibilità, quasi cancellata dagli anni di governo di Silvio Berlusconi, ha già fatto ottenere all’Italia, da parte dell’Unione Europea, alcune aperture sulla rigidità del bilancio. Certo la crisi, al di la degli ipotetici bagliori scorti in fondo al tunnel, è ancora lunga e il clima recessivo del paese si aggrava ogni giorno di più. Il rischio che maggiormente scorgo è che il dibattito politico rimanga lontano dalla  realtà delle cose. La riduzione dell’IMU sulle prime case ed il blocco dell’aumento dell’ IVA, per quanto avvertiti nell’opinione pubblica, probabilmente non costituiranno una misura in grado risolvere e nemmeno di avviare a soluzione, la pesante situazione di milioni di famiglie. f35Come probabilmente il dibattito sugli F35 al netto delle strumentalità di circostanza, tra chi crede di barattare un ala di quei velivoli per qualche asilo nido o di chi crede di poter risolvere tutto sul piano dell’affidabilità del nostro paese anche quando compra “patacche” di Stato, avrà più un effetto distrattivo sull’opinione pubblica che di consapevolezza su quella complessa questione. Come pure la recente vicenda della moglie e della figlia di un dissidente Kazako riconsegnate a quel paese, dove diverranno sostanzialmente ostaggi, con una serie di azioni improvvide della nostra sicurezza innescate dal Ministro Alfano, che bene avrebbe fatto meglio a dimettersi per evitare che la vicenda proiettasse la sua ombra alfanosull’azione di governo, finiscono con il distrarre da quello che deve continuare ad essere l’obiettivo principale dell’azione di questa legislatura: ridare fiducia nelle prospettive future ai cittadini ed alle imprese. Personalmente ritengo che la fase richiederebbe una dose maggiore di deideologizzazione delle questioni per concentrarsi sulle effettive misure che possono, in questa fase drammatica dell’economia, creare lavoro e ricchezza per il nostro paese. Questo è il tema. Occorrerebbe ogni giorno un immaginario score su quanti posti di lavoro vengono creati o persi, quante aziende vengono aperte e chiuse e quanta ricchezza viene importata e esportata o quanta viene prodotta o consumata. Insomma un più moderno listino dell’economia come quelli noti che ogni giorni ci propongono le borse dei mercati finanziari. Perché alla fine saranno, o dovranno essere, i dati, a determinare il successo o meno di questo Governo sulla missione difficile che si è assunto e noi in tutto questo non possiamo essere semplici spettatori, ma almeno consapevoli sostenitori o detrattori.

COMMENTO AL TERZO MESE DELLA XVII’ LEGISLATURA

newsCarissime e Carissimi, freschi del successo elettorale nelle recenti elezioni amministrative, un "cappotto" fuori stagione, che ci riscalda comunque un poco il cuore dopo l'insuccesso delle politiche e dopo il brutto avvio di questa legislatura, il Parlamento entra nel vivo dei propri lavori.
Il test delle amministrative consolida la compagine di Governo e rafforza in esso il ruolo della nostra forza politica, come baricentrico fattore di stabilizzazione. Sicuramente queste elezioni hanno segnato la fine della seconda repubblica così come l'abbiamo conosciuta, resta in campo un solo partito tradizionale, il PD, sopratutto perché ha saputo attingere al suo più grande patrimonio: amministratori e quadri locali preparati e competenti che hanno saputo proporsi come forza credibile ed innovativa per il governo delle città. Se non fosse per la crisi, che perdura e per la quale non si riescono ancora a intravedere soluzioni adeguate, potremmo dire che l'avventura inizia adesso. In realtà, la situazione risulta ancora in alto mare, nonostante l'impegno profuso per l'avvio. Sono stati intanto varati i primi provvedimenti urgenti: dallo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione, costituiti dai 40 miliardi di euro nei prossimi due anni, al decreto emergenze, che assegna, oltre un miliardo per le zone terremotate dell'Emilia e dell'Abruzzo; dal decreto che stanzia un altro miliardo per lavoratori esodati e cassaintegrati, anche se sullo sfondo incombe il nodo dell'IMU e dell'IVA di cui se ne prevede intanto solo una sospensione e una posticipazione, al decreto che il Governo si accinge a varare per lavorare insieme al Parlamento alle riforme costituzionali. Su questo ultimo punto le modalità intraprese e gli obiettivi sottesi non mi appaiono del tutto convincenti. La temporalizzazione entro cui si devono realizzare le riforme sembra piú una forma di assicurazione sulla vita del Governo, una sorta di tregua a tempo, che la necessità di definire un compiuto cronoprogramma. Così pure il progetto di Presidenzialismo o Semi Presidenzialismo costituiscono al momento più un pregiudizio sulla reale possibilità di portare a compimento questa riforma che non una delle naturali possibilità in gioco. Le esperienze del passato al riguardo ci insegnano che quando si deve mettere mano alle riforme Costituzionali è bene farlo per poche e circoscritte questioni su cui è riscontrabile un giudizio diffuso del corpo elettorale. Cercando di spiegarmi meglio: naturale sarebbe un lavoro rivolto essenzialmente alla riduzione del numero dei parlamentari, al superamento del bicameralismo, prevedendo al massimo l'istituzione del senato _MG_5334delle regioni con i componenti delle stesse. A questo potrebbe essere conseguente aggiunta anche la soppressione delle province e l'accorpamento dei piccoli comuni fino a 5.000 abitanti. Per il resto si potrebbe procedere all'attuazione degli articoli 39 e 49 della costituzione per la riduzione dei costi della politica e la trasparenza della vita democratica di partiti e sindacati, come del resto il ddl del governo sul 2 per mille di possibile devoluzione ai partiti lascerebbe intendere. Da qui a prefigurare la possibilità di un cambiamento dell'assetto di governo dello Stato, in funzione di un supposto regime semipresidenziale o presidenziale il passo mi sembra un po'azzardato. Ció in ragione essenzialmente di due elementi: il nostro Paese dispone di una struttura statale debole e priva dei naturali poteri di bilanciamento e di poteri terzi come dispongono invece gli stati che sono dotati di quei regimi istituzionali, ma pesa anche la mancanza di un mandato forte da parte degli elettori e così tutta la riforma rimarrebbe in attesa delle procedure previste dell'articolo 138, che ne prevede la ratifica in un referendum confermativo. Ma il vero problema di questo governo e del Paese più delle riforme sono il suo rapporto con l'U.E. e con le banche. Ed è proprio invece dagli esiti di questi confronti che credo dipenderà la durata e il giudizio su questo Governo da parte degli italiani. Come cioè riuscirà ad allentare il patto di stabilità per intraprendere azioni anticicliche alla attuale fase economica recessiva, rilanciando occupazione e investimenti e conseguentemente come riuscirà ad allentare la morsa della stretta creditizia delle banche nei confronti delle imprese e delle famiglie, ridotte ormai allo stremo. Probabilmente il peggio non sta alle nostre spalle, come ogni volta ci ricordano gli istituti finanziari internazionali, correggendo ogni volta al ribasso le nostre non già rosee previsioni. E se a Settembre non avremo legna in cascina sarà duro attraversare un inverno che si avverte particolarmente difficile dal punto di vista della crisi anche sociale nel Paese. Le immagini di Terni le abbiamo viste e commentate tutti. Non avviare a soluzione questa crisi potrà voler dire anche rischiare di veder ripetere quelle immagini, vedere cioè purtroppo evolvere una crisi occupazionale in una profonda crisi sociale.