Una fase nuova per il trasporto aereo

alitaliaIl Piano nazionale degli aeroporti, approvato oggi in Commissione trasporti del Senato credo possa aprire una fase nuova per il trasporto aereo nel nostro paese, garantendo un reale equilibrio tra la mobilità turistica, quella d’affari e il trasporto merci. Aver individuato Fiumicino come hub principale, pur con i tanti problemi che quello scalo ha e che sono particolarmente evidenti in questi giorni, garantisce di poter far crescere uno scalo competitivo a livello europeo, affiancato da due potenti hub internazionali come Milano e Venezia. Per dare forza alle scelte contenute nel Piano Aeroporti ora bisogna lavorare anche perchè gli scali siano sempre meglio connessi al resto della rete di trasporto, garantendo così la creazione di una vera rete, che è quello di cui ha bisogno l’Italia, non di piccole strutture in perenne guerra tra loro per qualche volo in più.
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CONVEGNO DEMETRA 2015

enacRoma il 9 luglio 2015, il convegno “ENAC 2.0 – Le Authorities aeroportuali ai sensi del Reg. UE n. 139/2014”.
Filippi: E’ con grande piacere che ho accettato l’invito di DEMETRA a partecipare come relatore al Convegno di oggi;  un Convegno che, ormai, è diventato un appuntamento tradizionale e centrale nel panorama del trasporto aereo, sia per il prestigio delle Aziende ed Amministrazioni partecipanti che per l’attualità dei temi che di anno in anno vengono proposti. E anche quest’anno l’importanza e la centralità dei temi è fuori discussione, in quanto l’evoluzione dell’ENAC, l’ENAC 2.0 appunto, la necessità di una ulteriore trasformazione dei gestori aeroportuali in Authorities e la rivoluzione apportata dai S.A.P.R., costituiscono aspetti salienti, seppur tra loro diversi, delle necessarie trasformazioni che in questo avanzato settore dell’economia nazionale sono ormai indifferibili. …leggi tutto l’intervento

Per il terzo polo aeroportuale italiano un hub unico toscano con due nodi: il Galilei e il Vespucci

areoportiIl capogruppo del PD nella Commissione Trasporti del Senato, sen. Marco Filippi, ha commentato gli esiti della direzione regionale Toscana del PD sul tema degli aeroporti: “Il percorso indicato dalla direzione regionale del PD per assicurare lo sviluppo degli aeroporti di Firenze e Pisa è certamente il più equilibrato ed efficace. Bisogna essere chiari: non è pensabile vincere la sfida per avere un serio polo aeroportuale in Toscana separando il destino dei due scali. Serve uno scalo pienamente internazionale, ma serve anche uno scalo ben connesso con gli altri sistemi di trasporto. Il punto di forza dei due aeroporti connessi – ha concluso Filippi – è riconosciuto anche dal Piano nazionale e sarebbe una scelta miope e rischiosa non valorizzarlo solo per far prevalere scelte che guardano solo ad un ambito locale“.
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Enav: ok da Commissione Senato alla privatizzazione

untitled(ASCA) – Roma, 19 mar 2014 – La Commissione Lavori Pubblici, Infrastrutture e comunicazioni del Senato ha approvato a maggioranza, con 13 voti, il parere favorevole alla privatizzazione di Enav. Sono state accolte dal governo le osservazioni espresse in merito ai criteri di privatizzazione e alle modalita’ di alienazione della partecipazione detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel capitale di Enav. Il relatore del provvedimento, il senatore del Partito Democratico, Marco Filippi, aveva evidenziato come il passaggio all’Autorita’ di regolazione dei trasporti delle competenze di regolazione economica prima affidate all’Enac, e la loro integrazione con altre piu’ estese, richiedeva un riordino complessivo del settore, per garantire una maggior efficienza e semplificazione nell’attribuzione delle responsabilita’. Filippi aveva espresso parere favorevole allo schema di decreto a condizione che fossero salvaguardate le prerogative pubblicistiche che attualmente caratterizzano la stessa Enav, subordinando la privatizzazione, alla luce della recente istituzione e dell’operativita’ dell’Autorita’ di regolazione dei trasporti, ad una razionalizzazione delle attivita’ di vigilanza e del sistema generale di regolazione della navigazione aerea, che vede attualmente coinvolti, con ruoli specifici, piu’ enti e soggetti. Il senatore, inoltre, invitava ad ”adottare adeguate misure di prevenzione di possibili conflitti di interesse tra gli eventuali acquirenti delle quote, vigilando con attenzione sulle caratteristiche dei soci entranti nel Capitale ed escludendo in particolare il coinvolgimento dei soggetti attuali e potenziali fornitori di Enav”. ”In Commissione e’ stato svolto su questo parere un lavoro attento e serio – ha evidenziato il senatore Filippi – portato avanti con determinazione nonostante l’atteggiamento ostruzionistico dei colleghi di Forza Italia. Dopo le dimissioni del relatore forzista abbiamo cercato di raggiungere un equilibrio che producesse un risultato ottimale e sembrava che l’intento fosse comune. Oggi, pero’, abbiamo dovuto registrare la non partecipazione al voto dei senatori di Forza Italia – ha concluso Filippi – atteggiamento che politicamente sento di stigmatizzare perche’ sterile e improduttivo ai fini dei lavori della Commissione”.

Atto Governo n. 78  leggi il Parere

Alitalia: Filippi(Pd), Lupi trasmetta a Senato piano aeroporti

alitalia(ANSA) – ROMA, 5 FEB – “Sul futuro di Alitalia peserà sicuramente il piano degli aeroporti: è incredibile che, malgrado le ripetute richieste, il Ministro Lupi non abbia ancora trasmesso al Senato il piano già predisposto, redatto sulla base di uno studio approvato con la legge finanziaria del 2007″. Lo afferma il senatore Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Lavori pubblici.    “Il confronto su Alitalia – sostiene Filippi – deve potersi svolgere a carte scoperte, in maniera da poter valutare a pieno le effettive convenienze per il sistema-paese. Il Ministro non deve essere tirato per la giacca dai localismi, ma deve favorire un dibattito serio. Per fare questo è indispensabile sapere qual è l’orientamento del Governo contenuto nel piano aeroporti, quali sono le modalità con cui è stato redatto e con quali priorità”. “Gli strumenti di pianificazione devono costituire non le tavole della legge di Mosè, ma neppure l’oggetto di regolazione delle contrattazioni con i territori”, conclude il senatore Filippi. (ANSA).

 

Le infrastrutture contenute nella finanziaria tra luci ed ombre

senatotvINTERVENTO AULA SULLA FIDUCIA ALLA LEGGE DI STABILITÀ PER L’ANNO 2014 SENATO 26112013 – Grazie Presidente, Rappresentanti del Governo, Onorevoli Colleghi, Affronterò per ragioni di economia di tempo, esclusivamente, le principali questioni inerenti le Infrastrutture  contenute nella la legge di stabilità in approvazione oggi in aula al Senato. Non voglio però esimermi dalle questioni non contenute e purtroppo non assunte neppure con le proposte emendative presentate e per le quali ritengo ancora un volta è stata persa un’occasione…  Una legge di stabilità quindi che, sotto il profilo delle risorse destinate agli investimenti, presenta luci ed ombre in ogni caso significative. Dico subito che, se le manovre finanziarie degli ultimi venti anni avessero avuto l’impianto contenuto in questa legge di stabilità, probabilmente il paese non si troverebbe, almeno dal punto di vista infratsrutturale, nelle condizioni in cui si trova oggi, con un deficit infrastrutturale significativo e con la mancanza di una strategia delle priorità chiara e condivisa. Il merito di questa impostazione risiede in alcuni capisaldi che danno una convincente fisionomia al provvedimento in materia di interventi infrastrutturali. A partire da una rinnovata attenzione alla cura e alla manutenzione viaria e ferroviaria. Si riprende il filo di un discorso, interrotto molto anni fa e che avrà il suo valore nella misura in cui sarà perseverato nel tempo e nella misura in cui gli interventi effettuati saranno oggetto di trasparenza e tracciabilità agevolmente riscontrabile da parte di tutti a partire dalle commissioni parlamentari competenti che negli anni scorsi invece non sempre sono state rese adeguatamente partecipe e informate di ciò che veniva fatto in tal senso.
ferroviabinarioSono contenute in tale provvedimento anche misure importanti destinate alle opere ferroviarie, dalla prosecuzione dell’Alta Velocità Napoli-Bari nella prima tratta Salerno-Benevento, alla prosecuzione dell’Alta Velocità Brescia-Verona-Venezia, alla velocizzazione della dorsale adriatica. Insomma “una cura del ferro”, come metaforicamente veniva definita qualche anno fa, intesa come una serie di interventi necessari per riequilibrare nel tempo le modalità di trasporto che nel nostro Paese vedono un accentuato squilibrio a favore della gomma. Come pure apprezzabili sono le scelte allocative per quanto riguarda le grandi opere. Dopo l’incetta delle opere, definite strategiche, nella legge obiettivo e che hanno contribuito a decretarne il suo fallimento, finalmente con questa manovra almeno si sceglie. Si può discutere sulla più o meno condivisibilità di queste scelte, ma il proposito di selezionare gli interventi sulle grandi opere, in ragione del loro stato di avanzamento e della loro STRATEGICITÁ per il Paese, è di certo un fatto positivo. È così per il Mose, per il quale per la prima volta, in funzione del suo finanziamento pluriennale, se ne intravede finalmente perfino la conclusione in un anno certo, il 2016 ! Come pure con differenti valutazioni, costituisce comunque un fatto importante, la ripresa dei finanziamenti pluriennali per la Salerno-Reggio Calabria, che negli anni passati più di un Ministro si era affannato ad annunciarne l’imminente conclusione.  Oggi sappiamo che le cose sono un po’ piú complesse e controverse ma al tempo stesso diamo qualche certezza in piú per una sua positiva conclusione. Occorre comunque su questa opera accendere i riflettori se si vogliono diradare le nebbie che su alcuni aspetti ancora permangono. Sotto traccia e lasciando fare solo agli addetti ai lavori, come è stato fatto negli anni passati, non si va invece da nessuna parte… e visto che per gli addetti ai lavori non si è avuto la forza o il coraggio di mandarli a casa, si chieda almeno loro di riaggiornare quel cronoprogramma che aveva fatto giurare e spergiurare i vari ministri sulla conclusione dei lavori per il 2013. Infine un intervento particolarmente apprezzabile è quello sul materiale rotabile da destinare al trasporto pubblico locale, in termini di bus e treni. Si definisce così un ambito appropriato di intervento per lo Stato in una materia divenuta, con la riforma del titolo quinto, di competenza delle regioni, ma in cui il settore rischia di essere il vaso di coccio tra i vasi di ferro delle politiche sanitarie e ospedaliere!  Anche in questo caso si inverte una pericolosa tendenza assunta in questi anni di depauperamento del settore e di invecchiamento del parco rotabile. Vi sono però come ho accennato in premessa anche ombre, significative, che questa legge non dirada. Una su tutte: la questione portuale!
portiIl testo non interviene e non raccoglie neppure quegli emendamenti che avrebbero potuto dare sollievo e prospettiva a questioni che affliggono il settore da anni. Mi riferisco alla stabilizzazione della misura che avrebbe  consentito alle Autorità Portuali di graduare le tasse di ancoraggio e le tasse portuali dal loro azzeramento fino al loro raddoppio, cogliendo le diverse ragioni di una competizione che si fa sempre più complessa. Mi riferisco al provvedimento che avrebbe consentito di alleviare e dare respiro alle forti tensioni che si registrano sullo scalo di Genova, per il quale non riesco a capire sinceramente le motivazioni di tale sordità. Mi riferisco alla necessità di una norma interpretativa che possa far chiarezza sulle autorità  portuali e sulla loro fuoriuscita dal perimetro della pubblica amministrazione, come da decenni viene testimoniato da un contratto di natura privatistica e dove da venti anni la spending review è stata già applicata con successo avendo ridotto il personale degli enti porto e delle aziende meccaniche dalle allora 13.000 unità di personale alle attuali 1.200. Sottoporre il settore portuale a queste ulteriori mortificazioni, compromettendone davvero funzioni e funzionalità, significa non saper cogliere il valore e la ricchezza che il comparto costituisce per l’economia del Paese. Mi permetto di ricordare che il settore portuale ogni anno genera 13 miliardi di euro per introiti IVA sulle merci importante.
Quei tredici miliardi di cui noi da tempo ci affanniamo inutilmente a rivendicarne la misura di un uno per cento (1%) per il necessario ammodernamento degli scali. Questa legge di stabilità dicevo ha il merito comunque di dare una prima parziale ma importante risposta alla crisi invertendo il segno sulla crescita, sugli investimenti e sulle infrastrutture. La speranza è che questa parzialità, non solo nelle risorse, ma anche negli interventi venga colmata, non tra un anno, ma davvero quanto prima nell’interesse del Paese.

“Lupi tiri fuori il piano aeroporti dal cassetto. Discutiamo su basi chiare.”

filippivototelecomLe notizie sullo sviluppo infrastrutturale e societario degli aeroporti di Pisa e di Firenze rinnovano una polemica che rischia di essere distruttiva per la Toscana e che, invece, sembrava essere non solo sopita, ma anche risolta dall’azione di Governo svolta in questi anni dalla Regione. Il rischio è quello, al netto di un danno di immagine già in parte determinato, di compromettere anche lo sviluppo armonico di entrambi gli scali e del territorio su cui insistono. La rappresentazione che se ne è data, di improbabili padrinaggi e  di inverosimili campanilsmi, aspetti desueti e anacronistici che ormai sarebbero dovuti essere consegnati al passato, è la manifestazione di una volontà tesa spesso ad alterare la realtà con metodi e strumenti surrettizi. Ancora una volta si assiste ad un gioco stucchevole tra enti, istituzioni e  addetti ai lavori, che avrebbero ed hanno a disposizione altri metodi e strumenti per intavolare relazioni con cui dirimere controversie.  Invece si gioca su piste che si vogliono improvvisamente più lunghe o su terminologie lessicali destinate a definire classificazioni con cui pregiudicare funzioni detereminanti per lo sviluppo futuro degli scali.  Il punto centrale della questione è costituito dal fatto che esiste da anni uno strumento di pianificazione denominato appunto “Piano degli Aeroporti”, ma che in spregio ad ogni logica di seria politica di pianificazione, è tenuto e custodito gelosamente nei cassetti ministeriali. Un documento frutto di un studio finanziato dal Parlamento nel lontano 2006 su richiesta dell’allora Governo nel corso della finanziaria 2007, che commissionava per il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e per l’ENAC, a tre blasonate società di studi, una corposa analisi delle situazioni che interessavano i principali scali aeroportuali nazionali e dei conseguenti piani di fattibilità. In tutti questi anni abbiamo reclamato con vivaci proteste, affinché fossero consegnati, in attesa dello strumento di piano, almeno gli studi che lo hanno areoportisupportato. Non abbiamo mai ricevuto né l’uno e né l’altro. Così avviene che  l’ENAC, o il Ministero o i due enti insieme, trattino con gli scali interessati e con gli enti deputati alla loro pianificazione, su basi e su termini che, non risultando fissati in idonei strumenti di pianificazione approvati dalle istituzioni deputate, si prestano inevitabilmente se non ad applicazioni discrezionali, di certo a più facili modifiche a seconda del momento politico in cui vengono fatte. È una pratica questa che non ci può appartenere, tanto più in questa fase politica, e che il Partito Democratico non può essere disponibile a tollerare oltre. Per questo richiederemo con forza, in maniera energica e vibrante, al Ministro Lupi di consegnare definitivamente le carte alle competenti commissioni parlamentari, non tanto per appurare quale sia l’ultima verità scritta, ma per appurare quanto lo strumento di piano si discosti dallo studio iniziale e per conoscerne l’eventuali motivazioni. Non c’è alternativa alla trasparenza e alla veridicità degli elementi su cui si poggia una pianificazione degli scali che, per essere realmente ineludibile come rivendicato da più parti, deve fondarsi su presupposti e su dati certi e verificabili da tutti.