Audizione dell’Amministratore delegato di RFI S.p.A.

trapaniPORTI, RFI: NELL’ARCO DI 10 ANNI NE ALLACCEREMO 10
Roma, 19 gen – “Nel piano d’impresa di Rfi, dei 14 porti ‘core’ della portualità italiana noi, nell’arco di 10 anni, ne allacceremo 10 (compresi Trieste e Venezia), con il sistema della formazione del treno nel porto. Lo stesso concetto della stazione nel porto va applicato negli interporti terrestri, per eliminare quelle manovre primarie e secondarie che comportano un aggravio dei costi del sistema ferroviario”. Lo dichiara Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi S.p.A. (Rete ferroviaria italiana), rispondendo a domande di Marco Filippi e Lodovico Sonego (Pd) nel seguito dell’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra ministero Infrastrutture e Rfi. “L’intervento di Livorno sul trasporto merci – specifica – è un intervento pilota: abbiamo realizzato una stazione sulla darsena che consente di partire col treno già formato. È una cosa che può sembrare banale, ma per un porto è una dotazione che consente di risparmiare tanti soldi nelle manovre a tutto vantaggio della competitività del porto stesso. Dopo Anversa, Livorno è stato il secondo porto in Europa a dotarsene”. “Lo stesso intervento” continua “lo stiamo facendo a Taranto (Cagioni), per quanto non sia un porto strategico anche a Brindisi, e abbiamo intenzione di continuare con questo metodo anche col porto di Napoli, una volta risolta l’interferenza con viale Ferraris. Ovviamente è poi necessario che si facciano degli interventi anche dentro i porti, per rendere vantaggiosa fino in fondo questa opportunità, il che significa non solo ‘ospitarci’, con la possibilità di farci una stazione, ma anche dotarsi di binari di partenza con una lunghezza tale da rendere possibile la formazione di un treno”. (Public Policy) GIOVEDÌ 19 GEN 2017 17.03.10
puglia lug16
INCIDENTE PUGLIA, RFI: ERRORE È STATO ‘LICENZIARE’ TRENO CON LINEA NON LIBERA
Roma, 19 gen – “Le linee regionali non hanno gli stessi livelli di sicurezza delle linee nazionali. Noi abbiamo coperto l’intera rete con tecnologie di controllo marcia treno proprio per risolvere un problema di fondo: la sicurezza non si fa con la tecnologia, ma con delle regole chiare, che vanno rispettate, quindi prima di tutto le regole devono essere scritte bene. Certo, la regola, affidata all’uomo, è suscettibile di errore, e allora lo sforzo che abbiamo fatto è stato quello di far applicare la regola a una macchina, che sarà pure stupida, ma applica le regole sempre nello stesso modo”. Lo dichiara Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi S.p.A. (Rete ferroviaria italiana), rispondendo a una domanda di Marco Filippi (Pd) nel seguito dell’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra ministero Infrastrutture e Rfi. “In merito all’incidente avvenuto in Puglia – prosegue – anche se ci fosse stato il controllo marcia treno, questo non avrebbe probabilmente risolto nulla, perché lì l’errore non è stato del macchinista, ma è stato quello di ‘licenziare’ un treno con la linea non libera. La questione quindi è l’attrezzaggio di sistemi di blocco tra una stazione e un’altra che non siano il semplice blocco telefonico, ma un semplice conta-assi in uscita e uno in ingresso, che costa relativamente poco ed è di facile implementazione. Tecnologie che, sostituendosi all’uomo, ripetono in modo semplice l’applicazione di una regola scritta bene”. (Public Policy) GIOVEDÌ 19 GEN 2017 16.29.09
Leggi il documento presentato da RFI in occasione dell’audizione informale dell’Amministratore delegato di RFI S.p.A. nell’ambito dell’esame dell’atto del Governo n. 374 (Contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra Ministero infrastrutture e RFI).

Risposta interrogazione su assunzioni macchinisti Trenitalia

macchinista-fsRisposta all’interrogazione al Ministro Delrio, n. 4-06484, del 12 ottobre 2016, su una selezione di macchinisti effettuata da Trenitalia, in vista dell’assunzione di 100 macchinisti, molti dei quali sarebbero attualmente in servizio presso imprese concorrenti nell’ambito del trasporto merci.  …Leggi l’interrogazione e la risposta

Insoddisfatti dall’audizione di Trenitalia

treno-trenitaliaL’audizione in Commissione Infrastrutture e Trasporti del Senato dell’ad di Trenitalia, Barbara Morgante  per rispondere alle questioni poste in termini di abbonamenti AV e relativa espansione dei servizi nonché sui biglietti giornalieri non ha convinto. I problemi che le abbiamo posto sulle differenze nell’informare i passeggeri sia durante i disservizi che si registrano durante il viaggio, sia quando al cambio dell’orario vengono meno i servizi, non hanno avuto risposta: non basta scaricare tutto sulle difefrenze di costo. Non sembra neppure esserci, allo stato attuale, una concorrenza effettiva con NTV, sia in termini di orario che di prezzo. Come pure appare inefficace al momento la messa in servizio del Frecciarossa 1000. L’azienda sembra solo voler continuare ad inseguire una logica di miglioramento dell’efficienza a compartimenti stagni, inseguita veramente solo per le tratte più redditizie. Al contrario non si vede nessun impegno reale per migliorare il servizio comune con altri vettori con biglietti unici e tariffe integrate. Incomprensibile e ingiustificabile, infine, appare il ricorso che l’azienda ha fatto nei confronti dell’autorità di regolazione dei trasporti  che ha definito i diritti minimi dei viaggiatori e gli obblighi in capo alle aziende sugli abbonamenti non coperti da obbligo di servizio pubblico.

il trasporto Cargo e le sue tipologie

filippi conv 16giu16giovedì 16 giugno hotel Hassler in piazza Trinità dei Monti, 6 CONFERENCE Dinner on Italian Freight Master Plan con le Istituzioni, Imprenditori e Operatori del settore si discuterà del rilancio del trasporto ferroviario merci in Italia. Il carro ferroviario, in tutte le sue tipologie, insieme ai locomotori rappresenta l’asset fondamentale per il trasporto Cargo. È stato ed è tuttora il primo esempio in Europa di integrazione ferroviaria, potendo da sempre circolare senza limitazioni in regime di interscambio in tutta l’infrastruttura europea grazie a convenzioni internazionali dedicate  RIV prima, oggi TSIs – Techical Specifications of Interoperability). Un modello di integrazione che fatica a ripetersi con i locomotori. …leggi l’intervento del senatore Filippi

Il trasporto ferroviario merci

mar 25 nov. Il trasporto ferroviario merciRoma, 25 nov 14 “Il sistema ferroviario merci europeo, ed ancor più quello italiano, sembrano proprio non avere capacità di crescita. Invece il Pd vuole proporre una strategia che partendo dal ferrobonus, da nuove regole e da investimenti più cospicui e meglio mirati possa invertire la tendenza.” Da queste premesse del sen. Lodovico Sonego è partito il convegno promosso dal gruppo PD della Commissione Trasporti del Senato su trasporto ferroviario merci tra crisi economica e impiego delle risorse pubbliche. Un momento di riflessione con gli operatori del settore, che hanno portato il loro contributo soprattutto in termini di conoscenza precisa dell’attuale fase economica e di mercato. Al convegno è intervenuto anche Andrea Camanzi, Presidente dell’Autorità di regolazione dei Trasporti che ha illustrato questo  primo periodo della sua attività e la prima delibera quadro adottata che va ben al di là della semplice rideterminazione delle tariffe dell’Alta Velocità. Le conclusioni sono state fatte dal CONV25NOV14capogruppo del PD in Commissione Trasporti, sen. Marco Filippi, che ha stilato un programma a breve che impegnerà l’azione del gruppo in questo settore: Il rinnovo del contratto universale del servizio merci, che andrà sicuramente rivisto ed aperto alla concorrenza e che, comunque, dovrà vincolare le risorse ad un uso effettivo a favore del trasporto merci su rotaia; l’individuazione di precisi investimenti strategici all’interno della legge di stabilità in discussione; il nuovo piano di investimenti complessivo dove il Parlamento deve potere avere voce in capitolo, in particolare sulla questione dei collegamenti porti-aerroporti-ferrovie e sulla questione dei valichi, dove sembra che la gara sia solo a chi abbatte per primo il muro, mentre in Italia sembra che nessuno stia pensando a cosa far passare attraverso i nuovi tunnel. Per concludere con la piena attuazione del IV pacchetto ferroviario europeo che richiederà impegni legislativi e di coordinamento con il resto dell’Unione per non accumulare altri ritardi. “La piena funzionalità dell’Autorità di regolazione, che abbiamo fortemente voluto – ha concluso Filippi – credo sia già un buon segnale che stiamo trasmettendo al mercato ed agli altri paesi europei, e che ci potrebbe permettere di non essere solo un paese dove gli altri vengono a prendere pezzi di mercato, ma che può pensare di far crescere le proprie imprese oltre i confini nazionali.”
Gli interventi al convegno: Lodovigo Sonego, Andrea Camanzi, Orazio Iacono, Giacomo Di Patrizi

TRASPORTI, FILIPPI (PD): OK PROCEDURA AUTORITÀ SU PARITÀ ACCESSO RETE FERROVIA

treno-trenitalia(Public Policy) – Roma, 11 mar – “Con l’avvio della procedura per garantire piena parità di accesso alla rete e ai servizi tra i diversi gestori del trasporto ferroviario la nuova Autorità dei Trasporti comincia a muoversi nella giusta direzione, andando ad incidere direttamente su uno dei punti che maggiormente compromettono l’effettiva apertura del mercato alla piena concorrenza”. Lo afferma il senatore del Pd, Marco Filippi, capogruppo in commissione Trasporti a Palazzo Madama. ”Tra sei mesi, al termine della procedura – sottolinea Filippi – ho già chiesto che la commissione Trasporti del Senato convochi l’Autorità per capire se i rimedi individuati sono realmente efficaci. Ora bisogna applicare questo nuovo metodo, indipendente, con obiettivi precisi e determinati nel tempo anche alle altre materie di competenza dell’Autorità: in particolare – conclude l’esponente Pd – le concessioni autostradali e le gestioni aeroportuali”.

FerroVie!

zingarettiTrasporti: Pd, no tagli trasversali su quello ferroviario (ANSA) – ROMA, 14 GEN – Un confronto sul trasporto ferroviario diretto ad analizzare e superare la fase di contrazioni in termini di risorse e di servizi rilanciando una modalità di trasporto che ha rilevanti implicazioni dal punto di vista ambientale, sociale, economico e industriale. Questo in sintesi quanto emerso e sviluppato nell’ambito del convegno – dibattito con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi organizzato dal gruppo del Partito democratico al Senato. Tra i temi avanzati nel corso del confronto e sviluppati da addetti ai lavori ed esponenti democratici, tra cui il presidente del Gruppo Pd a Palazzo Madama Luigi Zanda, il senatore Marco Filippi, capogruppo pd in Commissione Trasporti, Lavori pubblici e telecomunicazioni e Debora Serracchiani, responsabile Infrastrutture del partito, la necessità di integrazioni tra il trasporto ferroviario ed altri importanti settori sia del trasporto collettivo che di quello privato su auto ma anche a due ruote, per determinare sinergie ed economie di scala. Si è discusso su come garantire una più efficiente organizzazione del servizio, lavorando soprattutto sul tema degli orari e su come evitare sovrapposizioni con il trasporto su gomma. Altre problematiche affrontate e su cui il Pd ha proposto interventi utili a modernizzare tutto il sistema, la prenotazione e l’acquisto dei titoli di viaggio, il controllo e alla gestione delle flotte e dei convogli, l’informazione e i servizi da prevedere per i passeggeri. Il Pd ha puntato anche l’attenzione sul tema delle risorse: bisogna evitare di fare tagli trasversali e puntare su scelte di sistema che privilegino gli investimenti dove ci sia reale domanda di maggiori servizi. (ANSA).
professori

filippi serracchianiFerrovie:Pd, integrare trasporti e evitare tagli trasversali    (ANSA) – ROMA, 14 GEN – Integrazione della ferrovia con gli altri trasporti, sia privati che pubblici, una più efficiente organizzazione per evitare sovrapposizioni e la dislocazione di risorse nelle aree dove c’è più domanda di trasporto evitando tagli trasversali. Sono queste le proposte scaturite dal convegno FerroVie, organizzato dal gruppo del Pd al Senato.    Altre problematiche affrontate, si legge in un comunicato, sono state la prenotazione e l’acquisto dei titoli di viaggio, il controllo e alla gestione delle flotte e dei convogli, l’informazione e i servizi da prevedere per i passeggeri.    Al dibattito hanno partecipato il presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama Luigi Zanda, il senatore Marco Filippi, capogruppo pd in commissione trasporti, Debora Serracchiani, responsabile infrastrutture del partito, e il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi.(ANSA).
morettilupiSebastiani

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relazione prof Mario Sebastiani
relazione prof. Marco Ponti
relazione porf. Stefano Maggi
relazione prof. Ennio Cascetta

TRENITALIA. PD: sospendere ogni taglio alle tratte dei pendolari

treno-trenitaliaIl gruppo PD al Senato chiede di utilizzare gli introiti delle “Frecce” per migliorare il trasporto pendolari sulle tratte gestite da Trenitalia. In un interpellanza urgente al Governo ed al ministro delle Infrastrutture, primo firmatario il sen. Marco Filippi e sottoscritta da 35 senatori, il gruppo PD denuncia che, come avviene ormai da anni in occasione del cambio d’orario, Trenitalia sta ulteriormente riducendo il servizio per i pendolari, investendo risorse e spostando corse solo sulle tratte servite dalle “Frecce”. Per il PD si tratta di una scelta presa da Trenitalia solo per garantirsi profitti maggiori e senza nessuna considerazione per il fatto di essere comunque un servizio pubblico. Per questo il PD chiede al Ministro di intervenire e chiede che eventuali ed ulteriori contrazioni e riduzioni di servizi debbano essere fermate, e che soprattutto non debbano verificarsi con l’imminente cambio d’orario, bloccando ogni ulteriore riduzione del servizio in ambito locale fino a che non sarà stata fornita adeguata informazione al Parlamento e data risposta alle numerose interrogazioni ed interpellanze presentate sul punto. …leggi l’interpellanza

Le infrastrutture contenute nella finanziaria tra luci ed ombre

senatotvINTERVENTO AULA SULLA FIDUCIA ALLA LEGGE DI STABILITÀ PER L’ANNO 2014 SENATO 26112013 – Grazie Presidente, Rappresentanti del Governo, Onorevoli Colleghi, Affronterò per ragioni di economia di tempo, esclusivamente, le principali questioni inerenti le Infrastrutture  contenute nella la legge di stabilità in approvazione oggi in aula al Senato. Non voglio però esimermi dalle questioni non contenute e purtroppo non assunte neppure con le proposte emendative presentate e per le quali ritengo ancora un volta è stata persa un’occasione…  Una legge di stabilità quindi che, sotto il profilo delle risorse destinate agli investimenti, presenta luci ed ombre in ogni caso significative. Dico subito che, se le manovre finanziarie degli ultimi venti anni avessero avuto l’impianto contenuto in questa legge di stabilità, probabilmente il paese non si troverebbe, almeno dal punto di vista infratsrutturale, nelle condizioni in cui si trova oggi, con un deficit infrastrutturale significativo e con la mancanza di una strategia delle priorità chiara e condivisa. Il merito di questa impostazione risiede in alcuni capisaldi che danno una convincente fisionomia al provvedimento in materia di interventi infrastrutturali. A partire da una rinnovata attenzione alla cura e alla manutenzione viaria e ferroviaria. Si riprende il filo di un discorso, interrotto molto anni fa e che avrà il suo valore nella misura in cui sarà perseverato nel tempo e nella misura in cui gli interventi effettuati saranno oggetto di trasparenza e tracciabilità agevolmente riscontrabile da parte di tutti a partire dalle commissioni parlamentari competenti che negli anni scorsi invece non sempre sono state rese adeguatamente partecipe e informate di ciò che veniva fatto in tal senso.
ferroviabinarioSono contenute in tale provvedimento anche misure importanti destinate alle opere ferroviarie, dalla prosecuzione dell’Alta Velocità Napoli-Bari nella prima tratta Salerno-Benevento, alla prosecuzione dell’Alta Velocità Brescia-Verona-Venezia, alla velocizzazione della dorsale adriatica. Insomma “una cura del ferro”, come metaforicamente veniva definita qualche anno fa, intesa come una serie di interventi necessari per riequilibrare nel tempo le modalità di trasporto che nel nostro Paese vedono un accentuato squilibrio a favore della gomma. Come pure apprezzabili sono le scelte allocative per quanto riguarda le grandi opere. Dopo l’incetta delle opere, definite strategiche, nella legge obiettivo e che hanno contribuito a decretarne il suo fallimento, finalmente con questa manovra almeno si sceglie. Si può discutere sulla più o meno condivisibilità di queste scelte, ma il proposito di selezionare gli interventi sulle grandi opere, in ragione del loro stato di avanzamento e della loro STRATEGICITÁ per il Paese, è di certo un fatto positivo. È così per il Mose, per il quale per la prima volta, in funzione del suo finanziamento pluriennale, se ne intravede finalmente perfino la conclusione in un anno certo, il 2016 ! Come pure con differenti valutazioni, costituisce comunque un fatto importante, la ripresa dei finanziamenti pluriennali per la Salerno-Reggio Calabria, che negli anni passati più di un Ministro si era affannato ad annunciarne l’imminente conclusione.  Oggi sappiamo che le cose sono un po’ piú complesse e controverse ma al tempo stesso diamo qualche certezza in piú per una sua positiva conclusione. Occorre comunque su questa opera accendere i riflettori se si vogliono diradare le nebbie che su alcuni aspetti ancora permangono. Sotto traccia e lasciando fare solo agli addetti ai lavori, come è stato fatto negli anni passati, non si va invece da nessuna parte… e visto che per gli addetti ai lavori non si è avuto la forza o il coraggio di mandarli a casa, si chieda almeno loro di riaggiornare quel cronoprogramma che aveva fatto giurare e spergiurare i vari ministri sulla conclusione dei lavori per il 2013. Infine un intervento particolarmente apprezzabile è quello sul materiale rotabile da destinare al trasporto pubblico locale, in termini di bus e treni. Si definisce così un ambito appropriato di intervento per lo Stato in una materia divenuta, con la riforma del titolo quinto, di competenza delle regioni, ma in cui il settore rischia di essere il vaso di coccio tra i vasi di ferro delle politiche sanitarie e ospedaliere!  Anche in questo caso si inverte una pericolosa tendenza assunta in questi anni di depauperamento del settore e di invecchiamento del parco rotabile. Vi sono però come ho accennato in premessa anche ombre, significative, che questa legge non dirada. Una su tutte: la questione portuale!
portiIl testo non interviene e non raccoglie neppure quegli emendamenti che avrebbero potuto dare sollievo e prospettiva a questioni che affliggono il settore da anni. Mi riferisco alla stabilizzazione della misura che avrebbe  consentito alle Autorità Portuali di graduare le tasse di ancoraggio e le tasse portuali dal loro azzeramento fino al loro raddoppio, cogliendo le diverse ragioni di una competizione che si fa sempre più complessa. Mi riferisco al provvedimento che avrebbe consentito di alleviare e dare respiro alle forti tensioni che si registrano sullo scalo di Genova, per il quale non riesco a capire sinceramente le motivazioni di tale sordità. Mi riferisco alla necessità di una norma interpretativa che possa far chiarezza sulle autorità  portuali e sulla loro fuoriuscita dal perimetro della pubblica amministrazione, come da decenni viene testimoniato da un contratto di natura privatistica e dove da venti anni la spending review è stata già applicata con successo avendo ridotto il personale degli enti porto e delle aziende meccaniche dalle allora 13.000 unità di personale alle attuali 1.200. Sottoporre il settore portuale a queste ulteriori mortificazioni, compromettendone davvero funzioni e funzionalità, significa non saper cogliere il valore e la ricchezza che il comparto costituisce per l’economia del Paese. Mi permetto di ricordare che il settore portuale ogni anno genera 13 miliardi di euro per introiti IVA sulle merci importante.
Quei tredici miliardi di cui noi da tempo ci affanniamo inutilmente a rivendicarne la misura di un uno per cento (1%) per il necessario ammodernamento degli scali. Questa legge di stabilità dicevo ha il merito comunque di dare una prima parziale ma importante risposta alla crisi invertendo il segno sulla crescita, sugli investimenti e sulle infrastrutture. La speranza è che questa parzialità, non solo nelle risorse, ma anche negli interventi venga colmata, non tra un anno, ma davvero quanto prima nell’interesse del Paese.