Con riforma opere migliori

corte europeaCodice appalti: Filippi(Pd), con riforma opere migliori (ANSA) – ROMA, 15 APR – “Bene l’approvazione in Consiglio dei Ministri del Codice degli Appalti, e’ una riforma positiva che sicuramente consentira’ di realizzare opere pubbliche migliori, con costi e tempi che non potranno piu’ dilatarsi all’infinito e con una condivisione dei rischi anche da parte dei privati. Si conclude cosi’ un intenso lavoro legislativo che ha coinvolto il Governo, l’ANAC e le parti sociali, ma che ha visto protagonista soprattutto il Parlamento, con le Commissione specifiche del Senato e della Camera che hanno svolto i lavori in tempi serrati ma senza sacrificare mai la riflessione ed il dibattito. Abbiamo cosi’ un nuovo codice degli Appalti molto piu’ snello e chiaro di quello precedente, un buon esempio di come si possano fare riforme efficaci svolgendo tutti il proprio ruolo con impegno e correttezza”. Lo afferma il senatore Marco Filippi, capogruppo del PD in Commissione Trasporti del Senato. (ANSA).

Parere Nuovo Codice Appalti, approvato congiuntamente da Senato e Camera

leggi_manovrabilancioL’approvazione di un parere sul nuovo codice degli appalti, sostanzialmente congiunto, da parte delle Commissioni Lavori Pubblici del Senato e della Camera è sicuramente un fatto positivo, di importanza anche storica essendo la prima volta che accade, ma che soprattutto da ancora più rilievo al lavoro fatto dalla due Camere, in un corretto rapporto dialettico con il Governo. Di questo dobbiamo anche ringraziare i Presidenti delle due Commissioni ed i relatori del parere. Ora sarà necessario avere grande attenzione alla fase transitoria, portando al più presto a regime le nuove regole. Quello che mi preme sottolineare è che con il nostro parere andiamo a rinforzare ulteriormente l’importanza del progetto, lo vogliamo ancora più centrale, in maniera da evitare sempre di più ritardi e costi aggiuntivi nella fase esecutiva. PARERE APPROVATO
Relazione ANAC, PARERE CONSIGLIO DI STATO I PARTE, PARERE CONSIGLIO DI STATO II PARTE, PARERE CONFERENZA UNIFICATA

Ddl appalti: Filippi (Pd), coniugati rapidità e efficacia

corte europea(ANSA) – ROMA, 14 GEN – “Con questo testo è stata coniugata l’esigenza di una riforma e di tempi rapidi per renderla operativa”. Così il senatore del Partito democratico, Marco Filippi, in dichiarazione di voto sulla delega al governo per la riforma del codice degli appalti.    ”Era pressante la necessità di superare sia la fase delle cosiddette ‘grandi opere’ – ha sottolineato Filippi – che quella degli eccessivi adempimenti burocratici. Si tratta di una normativa più chiara e snella, che risponde alle richieste di semplificazione avanzate dall’Unione Europea senza mettere da parte la necessità di stazioni appaltanti meno numerose e pienamente trasparenti. Una riforma che consentirà di contrastare i meccanismi illegali, grazie anche alla possibilità di migliorarla costantemente con l’apporto dell’Autorità Anticorruzione? e di assicurare uno svolgimento delle gare che valorizzi fin da subito la fase progettuale come snodo fondamentale della buona esecuzione finale delle opere”.    ”Esprimo dunque soddisfazione – ha concluso l’esponente Pd – per il fatto che tutto il Parlamento abbia collaborato, insieme al Governo, per ottenere il miglior risultato possibile e per il fatto che la legge delega preveda un ruolo attivo delle Commissioni parlamentari anche nella fase di scrittura vera e propria del Codice”.(ANSA).
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La Riforma del Codice Appalti

filippi aulaPRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Filippi. Ne ha facoltà. FILIPPI (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Vice Ministro, confesso anch’io che è un po’ desolante, oltre che deprimente, intervenire in un’Aula pressoché deserta in occasione dell’esame di un provvedimento, quale la riforma del codice degli appalti, che costituisce un atto di delega al Governo in grado di connotare davvero un processo di riforma strutturale importante per il nostro Paese e in grado di suscitare uno sviluppo più trasparente e più efficiente rispetto a quanto fino ad oggi, purtroppo, abbiamo registrato. Il lavoro fin qui condotto in Commissione e con il Governo si è mosso lungo due direttrici fondamentali: da un lato, riscrivere le norme per un’effettiva legalità nei processi di affidamento di lavori, servizi e forniture che avvengono con denaro pubblico, ed un effettivo maggiore controllo nella realizzazione delle prestazioni ottenute come corrispettivo; dall’altro, determinare un sistema di regole che produca maggiore efficienza nelle realizzazioni in termini di tempo e di dispendio di risorse: in una parola, lotta alla burocrazia inutile e agli sprechi e semplificazione delle norme. Queste due convinzioni, prima di ogni altra ragione, prendono le mosse dalla consapevolezza della cattiva prova che di sé hanno dato le norme esistenti, che hanno determinato e/o consentito negli anni che ci stanno alle spalle, la prolificazione di ingiustificati e ingiustificabili sistemi corruttivi, senza peraltro realizzare le opere attese e previste. …leggi l’intervento completo
Testo DDL “Riforma Codice Appalti” ed emendamenti;   Intervento del relatore;

LE PROPOSTE PRIORITARIE DEL PD

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  1. Previsione di procedure chiuse e non derogabili riguardanti gli appalti pubblici e riduzione dei tempi di realizzazione delle opere;
  2. Previsione di misure finalizzate alla distinzione della fase progettuale da quella esecutiva e di collaudo e divieto di messa a gara di lavori con progetti preliminare;
  3. Valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e previsione della messa a gara, di norma, del progetto esecutivo;
  4. Limitazione delle possibilità di ricorrere all’appalto integrato e previsione del divieto dell’appalto integrato con la formula del contraente generale;
  5. Previsione che il ricorso alle varianti in corso d’opera debba essere sempre motivata e giustificata da condizioni impreviste ed imprevedibili;
  6. Rafforzamento dei sistemi di controllo di staticità e sicurezza delle opere pubbliche e previsione di sanzioni penali ed amministrative in caso di mancati o inadeguati controlli da parte dei soggetti preposti;
  7. Previsione del risarcimento in caso di esecuzione di opere pubbliche non conformi al progetto esecutivo e ai criteri di sicurezza e staticità delle opere;
  8. Riordino e semplificazione delle disposizioni relative ad interventi di protezione civile (emergenze) e di mitigazione del rischio idrogeologico;
  9. Centrali uniche di committenza a livello di capoluogo di provincia;
  10. Previsione di criteri volti a vincolare la concessione alla piena attuazione del piano finanziario e il rispetto dei tempi per la realizzazione degli investimenti;
  11. Nell’ambito del partenariato pubblico privato, previsione per ogni opera la valutazione preventiva di fattibilità con il ricorso a finanziamenti privati.

PUNTI SALIENTI LA RIFORMA DEL CODICE DEGLI APPALTI

IMG_20150428_113804638La riforma del codice degli appalti si rende necessaria in conseguenza della quantità di modifiche che al testo vigente sono state apportate in questi anni (ne sono state contate oltre 50 per più di 650 modifiche complessive) ma anche per il necessario recepimento delle nuove direttive comunitarie, che peraltro risultano difficilmente integrabili con l’attuale struttura normativa del codice degli appalti. Le direttive comunitarie da recepire comportano un salto culturale significativo nell’impostazione del nuovo corpo normativo in quanto gli obiettivi principali in esso sottesi tendono a conferire maggiore ed ulteriore discrezionalità alla pubblica amministrazione di quella di cui gode attualmente, aspetto IMG_20150428_120512497questo che per i noti fenomeni corruttivi appare certo di non poco conto. Di fronte a tali rischi si pone la necessità di approntare strumenti tali che consentano una maggiore trasparenza in termini di pubblicità e tracciabilità delle procedure non solo al momento dell’affidamento dell’appalto ma anche prima e dopo tale momento. Più in generale si avverte di dotare il nuovo strumento normativo di una maggiore semplificazione distinguendone in maniera più netta l’articolazione delle fonti normative, puntando a contenere gli stessi articoli che lo compongono in un numero sotto i cento, rispetto agli oltre duecentocinquanta attuali. Una scelta non solo formale ma sostanziale: vogliamo trasmettere un chiaro messaggio di necessità di essenzialità, chiarezza e trasparenza. Facendo poi tesoro dei limiti e degli errori del passato un altro aspetto che riteniamo di segnalare al lavoro di redazione che l’esecutivo dovrà compiere è quello di una fonte normativa secondaria, il cosiddetto Regolamento del Codice che dettagli e IMG_20150428_120512497specifichi i principi contenuti nelle norme primarie e che ne consenta una più facile modifica in funzione sia del recepimento di nuove direttive sia in funzione dei fattori di innovazione tecnologica. Con il nuovo codice degli appalti dovremo contemperare due apparenti contrapposte esigenze: da un lato promuovere con esso una maggiore cultura della legalità ponendo un argine robusto ai fenomeni di corruzione che hanno reso particolarmente permeabile quello attuale, dall’altro produrre una semplificazione delle norme e delle procedure tale da produrre una maggiore efficienza delle performance economiche che, invece, un sistema farraginoso come quello attuale non consente se non con la forzatura delle norme che ne regolano il funzionamento ricorrendo a sistematiche deroghe. Di seguito solo l’elencazione delle principali questioni che con la riforma del codice sono sul tappeto:
1) la centralità, la qualificazione e l’autonomia della fase progettuale come elemento fondamentale di connotazione e qualificazione della successiva aggiudicazione;
2) la procedura di aggiudicazione e le varie tipologie, prevedendo una drastica limitazione delle gare al massimo ribasso per l’aggiudicazione degli appalti di servizi (eccetto i servizi finanziari) dove il ribasso determina frequentemente una compressione talvolta inaccettabile delle condizioni di lavoro senza tutele contrattuali;
3) le commissioni di gara dovranno prevedere una sistematica e certa terzietà e imparzialità nell’aggiudicazione. Al riguardo viene ipotizzato il criterio dell’estrazione a sorte dei nominativi attinti da un apposito registro di onorabilità e competenza;
4) le stazioni appaltanti sono oggi in numero eccessivo, si parla di oltre 36.000, è necessaria una drastica riduzione e qualificazione da poche centinaia a poche decine;
5) la revisione del sistema di certificazione e qualificazione tramite le SOA introducendo alla base degli elementi di valutazione criteri reputazionali oggettivi e parametri misurabili, superando l’attuale condizione di monetizzazione e commercio degli accreditamenti;
6) l’introduzione di una normativa di soft law dedicata espressamente alla definizione delle procedure standard, dai bandi tipo, al rating di legalità per le imprese, ad altre forme di criteri reputazionali;
7) la previsione di pubblicazione, monitoraggio e quindi trasparenza e tracciabilità di tutte le fasi che precedono e seguono il momento di aggiudicazione della gara. Dalla definizione del bando, all’avanzamento lavori e alla rendicontazione degli stessi;
8) la previsione di una autorità centrale con poteri veri e riconosciuti per intervenire e sostituirsi alla stazione appaltante per rimuovere le cause che pregiudicano la realizzazione dei lavori, con poteri dissuasivi ma anche sanzionatori;
9) la non possibilità di aggiudicare l’esecuzione di un’opera sulla base di un suo progetto preliminare, dato il sistematico ricorso che troppo spesso si vede registrare in termini di varianti in corso d’opera, contenziosi, utilizzo eccessivo di quote di riserva ecc…;
10) Il progressivo superamento della formula del general contractor, che sta dimostrando sempre più tutti i suoi limiti, soprattutto per la mancanza di solide forme di controllo e verifica in corso d’opera ed in fase di collaudo.

Dl casa: Filippi (Pd) profonda discontinuità dal passato

emergenza abitativa(ANSA) – ROMA, 14 MAG – “Un provvedimento che costituisce un primo e importantissimo atto di contrasto all’emergenza abitativa e rappresenta un’evidente inversione di tendenza nella politica degli ultimi anni”. Lo dice il senatore del Pd Marco Filippi, capogruppo in Commissione Lavori Pubblici e trasporti di Palazzo Madama, nel dichiarare il voto favorevole del suo gruppo al dl Casa che contiene anche misure relative ad Expo 2015. “Un decreto che si caratterizza per l’equilibrio nel bilanciamento delle misure contenute – sottolinea Filippi – e per la varietà della gamma degli interventi in esso ricompresi finalizzati a tamponare, per noi in maniera adeguata nella condizione economica data, il fenomeno dell’emergenza abitativa, che si è particolarmente acuito con l’insorgere della crisi di questi anni. Questo provvedimento ha il pregio, oltre che della evidente discontinuità exponell’azione di governo delle politiche abitative, anche di offrire elementi di innesco per un processo di riforma strutturale del settore immobiliare profondamente in crisi”. “Non posso poi esimermi dal fare un passaggio su Expo 2015, che oltre a una straordinaria vetrina internazionale e anche una irripetibile occasione di riflessione su un tema, come quello dell’alimentazione, davvero centrale nei processi di cambiamento in corso nel mondo a velocità e intensità impressionanti. Bisogna alzare il livello di rigore nei controlli – conclude Filippi – e prevedere sistematicamente la pubblicazione on line di tutti gli atti, da quelli autorizzativi e di aggiudicazione a quelli degli stati di avanzamento lavori e dei relativi pagamenti, come era naturale che fosse e avevamo chiesto da tempo, indipendentemente dal sistematico e non sempre giustificato regime derogatorio che ha caratterizzato finora Expo 2015″.(ANSA).
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DL EMERGENZE, FILIPPI: PRIMA RISPOSTA MA SERVE RIFORMA CODICI APPALTI

emergenze“Il decreto emergenze è una prima significativa, seppur parziale, risposta alle situazioni di urgenza presenti oggi nel paese. Ma è evidente la necessità di un cambio della metodologia, che ha manifestato ancora una volta limiti che sarebbe sbagliato ignorare, usata per l’esame di provvedimenti su materie così importanti”. Così il senatore del Partito Democratico Marco Filippi, capogruppo in Commissione Lavori pubblici a Palazzo Madama in dichiarazione di voto sul decreto emergenze.
“Il modello per regolare il rapporto non sempre facile tra Parlamento e Governo, sperimentato nella   scorsa legislatura con l’esecutivo Monti – ha sottolineato Filippi – ha evidenziato come provvedimenti di urgenza, in cui la centralità parlamentare sì scontra spesso con le prerogative del Governo, senza l’intervento del maxi emendamento non sarebbero stati approvati in tempi rapidi. Nonostante ciò, ancora una volta, pur con tutti i limiti della circostanza, anche per questo decreto è stato dimostrato, che i provvedimenti nati sotto l’impulso della necessità e dell’urgenza possono poi essere migliorati nelle aule parlamentari, laddove si registri volontà di ascolto e di confronto”.
filippi aula“Un paese che ha bisogno di  emergenze  per funzionare, giustificando deroghe e proroghe – ha insistito l’esponente pd – con cui recuperare risorse altrimenti indisponibili, è un paese malato. Per questo, in vista dei prossimi lavori parlamentari, è necessario un comune sussulto di responsabilità per cercare di riformare gli strumenti essenziali per dare funzionalità al Paese. In primis con la riforma del codice degli appalti ormai divenuto, insieme a quello  della strada, uno dei tanti codici lunari di questo Paese: illeggibile, incomprensibile e ormai inemendabile”.  ”Bisogna pretendere che l’eccezionalità – ha concluso Filippi – e la straordinarietà trovino risposta con gli strumenti ordinari della buona amministrazione e con l’operato di chi antepone il bene comune agli interessi di parte e a quelli individuali”. …leggi l’intervento

Roma, 12 giugno 2013