“Non è un Paese per Pendolari. Abbonamenti Alta Velocità: tra ingiustizie ed abusi”

bigliettiMartedì 31 gennaio una folta delegazione di parlamentari (deputati e senatori) ha partecipato all’iniziativa convocata da FEDERCONSUMATORI, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e da svariati comitati di pendolari ferroviari, che hanno offerto ai partecipanti analisi dettagliate che riporto nel sito. Il tema era l’incredibile e sproporzionato aumento degli abbonamenti ferroviari (dopo aver minacciato di abolirli) per i pendolari dell’Alta Velocità da parte di Trenitalia e la loro incidenza oltre che nella loro vita anche nei bilanci e nei servizi offerti da Trenitalia. È incredibile come ciò avvenga anche dopo le aperture che erano state manifestate in audizione, proprio in commissione al Senato, da parte di Mazzoncini A.D. di FF.SS. che ragionevolmente aveva prefigurato l’apertura di un tavolo negoziale con il Governo per la definizione di un contratto di servizio con lo Stato per la previsione di servizi universali sulla linea ferroviaria ad Alta Velocità, in alcune fasce orarie. Annunciando poi alla stampa una riduzione delle stesse, cosa al momento non avvenuta. Le considerazioni svolte prendevano atto che in alcune tratte (Torino – Milano, Milano-Bologna, Bologna – Firenze, Roma – Napoli), in alcune ore della mattina e in altre della sera, il fattore di riempimento dei treni AV  da parte degli abbonati si aggira ormai intorno al 90%. La cosa che in tutto ciò stupisce è come questo dato straordinario, che corrisponde ad un’affermazione indiscutibile di quella modalità di trasporto, che ha cambiato la percezione della mobilità e dei tempi di spostamento in un numero crescente di persone, non sia assunta con l’attenzione e la sensibilità necessaria che il momento richiede. Noi siamo fermamente convinti invece che aver realizzato un’infrastruttura  importantissima e costosissima come la linea ferroviaria ad Alta Velocità, con i soldi di tutti i contribuenti, non sia stato fatto per determinarne un appannaggio esclusivo da parte delle elite di questo Paese, ma che fosse concepita come uno strumento di servizio nell’interesse generale del Paese. Troviamo pertanto insopportabile “la melina” che Trenitalia e il Governo stanno facendo sulla pelle di lavoratori e studenti pendolari che utilizzando questo servizio spendono una cifra che in molti casi è poco meno di un terzo del loro salario. Se tali servizi verrano inquadrati in una logica di servizio universale e ricompresi in un apposito contratto di servizio con lo Stato, sarà il modo di richiamare alle sue responsabilità anche NTV, che di fatto sta scaricando sulla compagine pubblica l’onere di una competizione asimmetrica. Con la mozione che abbiamo presentato per l’Aula, a urgente calendarizzazione, intendiamo pertanto confermare la nostra indisponibilità a derubricare la questione e invitiamo con forza il Governo a intraprendere le azioni necessarie per rispettare gli impegni assunti in termini di disponibilità.  …leggi il documento  …le slide  …la mozione

Filippi: Bene che vertici riconoscano errore su abbonamenti pendolari

bigliettiRoma 24 gen 17 “Sono molto soddisfatto che le audizioni in Commissione Lavori Pubblici del Senato di Ferrovie dello Stato abbiano almeno fatto maturare la convinzione, a cui sono sicuro seguiranno atti adeguati, che le scelte sugli abbonamenti per i pendolari che usano le Frecce sono state sbagliate”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Commissione, sen. Marco Filippi, che prosegue: “Se è vero che si tratta di treni che vivono solo dai proventi di mercato, è anche vero che avendo sostituito in tutto e per tutto qualsiasi altro treno veloce sulle medie percorrenze delle due l’una: o si rimodulano gli abbonamenti, anche attraverso un confronto con le altre aziende che operano sull’alta velocità, o nell’ambito dei contratti di servizio regionali si individuano degli spazi per treni veloci negli orari di punta dei pendolari. Non si può predicare la necessità di invogliare i cittadini a utilizzare mezzi alternativi alle auto e poi cancellare la possibilità di accedere al trasporto ferroviario con prezzi ragionevoli”, conclude Filippi.

Audizione dell’Amministratore delegato di RFI S.p.A.

trapaniPORTI, RFI: NELL’ARCO DI 10 ANNI NE ALLACCEREMO 10
Roma, 19 gen – “Nel piano d’impresa di Rfi, dei 14 porti ‘core’ della portualità italiana noi, nell’arco di 10 anni, ne allacceremo 10 (compresi Trieste e Venezia), con il sistema della formazione del treno nel porto. Lo stesso concetto della stazione nel porto va applicato negli interporti terrestri, per eliminare quelle manovre primarie e secondarie che comportano un aggravio dei costi del sistema ferroviario”. Lo dichiara Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi S.p.A. (Rete ferroviaria italiana), rispondendo a domande di Marco Filippi e Lodovico Sonego (Pd) nel seguito dell’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra ministero Infrastrutture e Rfi. “L’intervento di Livorno sul trasporto merci – specifica – è un intervento pilota: abbiamo realizzato una stazione sulla darsena che consente di partire col treno già formato. È una cosa che può sembrare banale, ma per un porto è una dotazione che consente di risparmiare tanti soldi nelle manovre a tutto vantaggio della competitività del porto stesso. Dopo Anversa, Livorno è stato il secondo porto in Europa a dotarsene”. “Lo stesso intervento” continua “lo stiamo facendo a Taranto (Cagioni), per quanto non sia un porto strategico anche a Brindisi, e abbiamo intenzione di continuare con questo metodo anche col porto di Napoli, una volta risolta l’interferenza con viale Ferraris. Ovviamente è poi necessario che si facciano degli interventi anche dentro i porti, per rendere vantaggiosa fino in fondo questa opportunità, il che significa non solo ‘ospitarci’, con la possibilità di farci una stazione, ma anche dotarsi di binari di partenza con una lunghezza tale da rendere possibile la formazione di un treno”. (Public Policy) GIOVEDÌ 19 GEN 2017 17.03.10
puglia lug16
INCIDENTE PUGLIA, RFI: ERRORE È STATO ‘LICENZIARE’ TRENO CON LINEA NON LIBERA
Roma, 19 gen – “Le linee regionali non hanno gli stessi livelli di sicurezza delle linee nazionali. Noi abbiamo coperto l’intera rete con tecnologie di controllo marcia treno proprio per risolvere un problema di fondo: la sicurezza non si fa con la tecnologia, ma con delle regole chiare, che vanno rispettate, quindi prima di tutto le regole devono essere scritte bene. Certo, la regola, affidata all’uomo, è suscettibile di errore, e allora lo sforzo che abbiamo fatto è stato quello di far applicare la regola a una macchina, che sarà pure stupida, ma applica le regole sempre nello stesso modo”. Lo dichiara Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi S.p.A. (Rete ferroviaria italiana), rispondendo a una domanda di Marco Filippi (Pd) nel seguito dell’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra ministero Infrastrutture e Rfi. “In merito all’incidente avvenuto in Puglia – prosegue – anche se ci fosse stato il controllo marcia treno, questo non avrebbe probabilmente risolto nulla, perché lì l’errore non è stato del macchinista, ma è stato quello di ‘licenziare’ un treno con la linea non libera. La questione quindi è l’attrezzaggio di sistemi di blocco tra una stazione e un’altra che non siano il semplice blocco telefonico, ma un semplice conta-assi in uscita e uno in ingresso, che costa relativamente poco ed è di facile implementazione. Tecnologie che, sostituendosi all’uomo, ripetono in modo semplice l’applicazione di una regola scritta bene”. (Public Policy) GIOVEDÌ 19 GEN 2017 16.29.09
Leggi il documento presentato da RFI in occasione dell’audizione informale dell’Amministratore delegato di RFI S.p.A. nell’ambito dell’esame dell’atto del Governo n. 374 (Contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra Ministero infrastrutture e RFI).

Risposta interrogazione su assunzioni macchinisti Trenitalia

macchinista-fsRisposta all’interrogazione al Ministro Delrio, n. 4-06484, del 12 ottobre 2016, su una selezione di macchinisti effettuata da Trenitalia, in vista dell’assunzione di 100 macchinisti, molti dei quali sarebbero attualmente in servizio presso imprese concorrenti nell’ambito del trasporto merci.  …Leggi l’interrogazione e la risposta

Filippi: Azienda chiarisca su nuove assunzioni macchinisti

ferroviabinarioIl capogruppo del PD in Commissione Infrastrutture e Trasporti del Senato ha presentato un’interrogazione al Ministro Delrio su una selezione di macchinisti effettuata da Trenitalia, in vista di un’assunzione prevista nei prossimi mesi.  “Si parla di quasi 100 macchinisti, molti dei quali sarebbero attualmente in servizio presso imprese concorrenti nell’ambito del trasporto merci. E’ un’iniziativa che, ben lontana dal creare nuova occupazione, sembra solo mirata a togliere dal mercato, o a mettere in seria crisi, aziende concorrenti di Trenitalia proprio nel momento in cui l’Italia si accinge a lanciare un programma per rilanciare il trasporto merci su rotaia: un settore in cui l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa. Se Trenitalia prendesse alle aziende concorrenti così tanti lavoratori specializzati, peraltro dichiarando di assegnarli al trasporto regionale passeggeri, creerebbe solo una contrazione molto forte della concorrenza ed un conseguente  aumento dei costi per gli utenti, compromettendo così il possibile rilancio del trasporto merci su rotaia”. Al Ministro si chiede se fosse stato messo a conoscenza dell’iniziativa di Trenitalia; se non ritenga che, se veramente Trenitalia avesse bisogno di quasi 100 macchinisti in un’unica soluzione, non si debba procedere ad una procedura concorsuale corretta; se, in ogni caso, prima di ricorrere ad assunzioni esterne da aziende concorrenti, Trenitalia non debba attingere nel bacino dei dipendenti di Serfer, società partecipata al 100% da Trenitalia, dove sono presenti almeno 50 macchinisti, considerati formalmente in esubero.

Insoddisfatti dall’audizione di Trenitalia

treno-trenitaliaL’audizione in Commissione Infrastrutture e Trasporti del Senato dell’ad di Trenitalia, Barbara Morgante  per rispondere alle questioni poste in termini di abbonamenti AV e relativa espansione dei servizi nonché sui biglietti giornalieri non ha convinto. I problemi che le abbiamo posto sulle differenze nell’informare i passeggeri sia durante i disservizi che si registrano durante il viaggio, sia quando al cambio dell’orario vengono meno i servizi, non hanno avuto risposta: non basta scaricare tutto sulle difefrenze di costo. Non sembra neppure esserci, allo stato attuale, una concorrenza effettiva con NTV, sia in termini di orario che di prezzo. Come pure appare inefficace al momento la messa in servizio del Frecciarossa 1000. L’azienda sembra solo voler continuare ad inseguire una logica di miglioramento dell’efficienza a compartimenti stagni, inseguita veramente solo per le tratte più redditizie. Al contrario non si vede nessun impegno reale per migliorare il servizio comune con altri vettori con biglietti unici e tariffe integrate. Incomprensibile e ingiustificabile, infine, appare il ricorso che l’azienda ha fatto nei confronti dell’autorità di regolazione dei trasporti  che ha definito i diritti minimi dei viaggiatori e gli obblighi in capo alle aziende sugli abbonamenti non coperti da obbligo di servizio pubblico.

Informativa del Governo sul disastro ferroviario avvenuto in Puglia

puglia lug16Informativa del Governo sul disastro ferroviario avvenuto in Puglia e conseguente discussione
FILIPPI (PD). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, vorrei iniziare dal racconto del dolore provato nell’apprendere del tragico incidente ferroviario, ma è veramente difficile dire cosa si prova nel vedere tante vite spezzate in un giorno normale, come tanti, mentre non temevano nulla perché facevano quel tratto ogni giorno, magari da tanti anni. Allora mi posso limitare ad esprimere la vicinanza autentica mia e del mio Gruppo a tutti i parenti delle vittime e a tutti i feriti, insieme alla promessa di fare in modo che l’accertamento della verità sulle cause sia rapido ed approfondito. Emergeranno nei prossimi giorni le storie ed i volti delle troppe vittime di questa tragedia; per tutti noi saranno storie e volti che ci torneranno in mente, fino a tormentarci, ogni volta che saremo chiamati a lavorare per migliorare il sistema di trasporto ferroviario nel nostro Paese. E questa non è una promessa ma una garanzia. … leggi l’intervento in aula

il trasporto Cargo e le sue tipologie

filippi conv 16giu16giovedì 16 giugno hotel Hassler in piazza Trinità dei Monti, 6 CONFERENCE Dinner on Italian Freight Master Plan con le Istituzioni, Imprenditori e Operatori del settore si discuterà del rilancio del trasporto ferroviario merci in Italia. Il carro ferroviario, in tutte le sue tipologie, insieme ai locomotori rappresenta l’asset fondamentale per il trasporto Cargo. È stato ed è tuttora il primo esempio in Europa di integrazione ferroviaria, potendo da sempre circolare senza limitazioni in regime di interscambio in tutta l’infrastruttura europea grazie a convenzioni internazionali dedicate  RIV prima, oggi TSIs – Techical Specifications of Interoperability). Un modello di integrazione che fatica a ripetersi con i locomotori. …leggi l’intervento del senatore Filippi

FerroVie!

zingarettiTrasporti: Pd, no tagli trasversali su quello ferroviario (ANSA) – ROMA, 14 GEN – Un confronto sul trasporto ferroviario diretto ad analizzare e superare la fase di contrazioni in termini di risorse e di servizi rilanciando una modalità di trasporto che ha rilevanti implicazioni dal punto di vista ambientale, sociale, economico e industriale. Questo in sintesi quanto emerso e sviluppato nell’ambito del convegno – dibattito con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi organizzato dal gruppo del Partito democratico al Senato. Tra i temi avanzati nel corso del confronto e sviluppati da addetti ai lavori ed esponenti democratici, tra cui il presidente del Gruppo Pd a Palazzo Madama Luigi Zanda, il senatore Marco Filippi, capogruppo pd in Commissione Trasporti, Lavori pubblici e telecomunicazioni e Debora Serracchiani, responsabile Infrastrutture del partito, la necessità di integrazioni tra il trasporto ferroviario ed altri importanti settori sia del trasporto collettivo che di quello privato su auto ma anche a due ruote, per determinare sinergie ed economie di scala. Si è discusso su come garantire una più efficiente organizzazione del servizio, lavorando soprattutto sul tema degli orari e su come evitare sovrapposizioni con il trasporto su gomma. Altre problematiche affrontate e su cui il Pd ha proposto interventi utili a modernizzare tutto il sistema, la prenotazione e l’acquisto dei titoli di viaggio, il controllo e alla gestione delle flotte e dei convogli, l’informazione e i servizi da prevedere per i passeggeri. Il Pd ha puntato anche l’attenzione sul tema delle risorse: bisogna evitare di fare tagli trasversali e puntare su scelte di sistema che privilegino gli investimenti dove ci sia reale domanda di maggiori servizi. (ANSA).
professori

filippi serracchianiFerrovie:Pd, integrare trasporti e evitare tagli trasversali    (ANSA) – ROMA, 14 GEN – Integrazione della ferrovia con gli altri trasporti, sia privati che pubblici, una più efficiente organizzazione per evitare sovrapposizioni e la dislocazione di risorse nelle aree dove c’è più domanda di trasporto evitando tagli trasversali. Sono queste le proposte scaturite dal convegno FerroVie, organizzato dal gruppo del Pd al Senato.    Altre problematiche affrontate, si legge in un comunicato, sono state la prenotazione e l’acquisto dei titoli di viaggio, il controllo e alla gestione delle flotte e dei convogli, l’informazione e i servizi da prevedere per i passeggeri.    Al dibattito hanno partecipato il presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama Luigi Zanda, il senatore Marco Filippi, capogruppo pd in commissione trasporti, Debora Serracchiani, responsabile infrastrutture del partito, e il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi.(ANSA).
morettilupiSebastiani

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relazione prof Mario Sebastiani
relazione prof. Marco Ponti
relazione porf. Stefano Maggi
relazione prof. Ennio Cascetta