Appalti: Errore eliminare potere intervento immediato ANAC su illegittimità.

Se le indiscrezioni apparse su alcuni organi di stampa fossero confermate, la cancellazione dei poteri di intervento dell’ANAC in caso di evidente vizio di legittimità in un appalto già concluso, senza attendere eventuali (e più lenti) interventi dell’autorità giudiziaria, sarebbe un errore sotto molti punti di vista. Il primo è che si toglie dal codice degli appalti uno strumento che poteva evitare lunghi periodi di sospensione dell’avvio di un appalto in caso di illegittimità rilevate nella procedura da parte dell’ANAC, consentendo invece alle diverse amministrazioni di porvi rimedio in autotutela. Il secondo è che questa innovazione non va a vantaggio di nessuna delle parti coinvolte in una procedura d’appalto, perché le illegittimità rimarranno nell’atto e saranno comunque elemento di contenzioso futuro, riallungando i tempi di realizzazione delle opere. Il  terzo  è che si tratta di una modifica che non è stata sottoposta al vaglio del Parlamento ma sarebbe apparsa misteriosamente direttamente nell’ultima stesura del testo prima del Consiglio dei Ministri del 13 aprile scorso, e forse approvata senza che tutti i partecipanti si rendessero bene conto dell’errore che si rischia di commettere. Si colpisce così un potere di verifica e controllo del Parlamento proprio su una legge così delicata e sui temi dell’anticorruzione, che a tutti sono molto a cuore in questa fase della nostra vita politica. Ci auguriamo che il Governo sia d’accordo con questi rilievi e provveda a ripristinare il comma tagliato con un apposito decreto legge. …leggi l’articolo 

Jolly Nero: l’inchiesta faccia luce su tutto

untitledLo sviluppo dell’inchiesta della Procura di Genova e della Guardia di Finanza sull’incidente della Jolly Nero nel porto del capoluogo ligure, che il 7 luglio 2013 causò 9 morti, non ci ha colto, purtroppo, di sorpresa. Già 2 anni fa avevamo depositato un’interrogazione al Ministero dei Trasporti per sapere se, oltre le responsabilità ipotizzate a carico degli operatori già sotto processo, fossero individuabili anche delle carenze nel procedimento di controllo del rispetto di tutte le procedure da parte degli armatori, omettendo segnalazioni dovute o richieste di intervento per aumentare la sicurezza delle navi. Ci auguriamo che l’inchiesta faccia luce su tutto, anche su eventuali profili che possano aver riguardato l’incidente della Norman Atlantic, non solo per ottenere giustizia per le vittime di queste tragedie, ma anche per evitare che si possano ripetere non per cause accidentali, ma per carenze strutturali a cui non si rimedia in tempo solo in nome del profitto.
… leggi l’interrogazione

“UGUAGLIANZA, LAVORO E INCLUSIONE”

nwsNel congresso in corso del Partito Democratico aderisco con convinzione alla mozione Orlando, nella consapevolezza che stiamo vivendo un momento decisivo per le sorti del nostro Partito. Quando fu fondato il PD per molti di noi rispondeva ad un’ansia di superare di slancio i limiti che le organizzazioni politiche di massa di derivazione novecentesca, ormai logore nelle strutture e nei consensi, manifestavano con ogni evidenza, a partire dalla difficoltà crescenti con cui riuscivano ad aggregare coalizioni sempre più frantumate e litigiose. Il modello di gestione che si è affermato in questi anni all’interno del PD si è basato essenzialmente in un progetto leaderistico che, invece di costruire un’organizzazione solida e diffusa, ha pensato di risolvere ogni problema  schiacciando la definizione di una linea politica condivisa sotto il peso della necessità di garantire al Paese un governo, e poi usare il potere derivante dall’essere al governo come occasione di affermazione personale e di comando e non come opportunità per crescere e far crescere un gruppo dirigente coeso e compatto: capace di discutere ma poi di condividere e difendere le scelte comuni. Il postulato è stato il riconoscimento della fedeltà e dell’obbedienza alla linea di volta in volta determinata dal “capo” e dalla cerchia ristretta dei propri collaboratori, piuttosto che la lealtà con la quale veniva rivendicata la necessità  di luoghi di confronto e di discussione per assumere decisioni conseguenti. Chi non ha condiviso queste scelte non si è sentito  semplicemente, una minoranza: è stato trattato e raccontato nel Paese e nel partito come se fosse un’opposizione. La conseguenza è stata anche un Governo troppo spesso debole con i poteri forti (dal punto di vista economico e dell’influenza politica) ma impermeabile alle istanze dei soggetti più deboli che richiedevano maggiori e non minori protezioni nella temperie del lungo momento di crisi, non solo economica, che attraversa il Paese. Andato in frantumi da tempo il progetto di un sistema politico bipartitico, sepolto dall’esito del referendum sulle riforme anche un disegno istituzionale che aveva provato a non tenere conto della realtà delle cose, ci saremmo aspettati almeno una valutazione effettiva sugli errori  commessi. Abbiamo dovuto  assistere solo ad un disperato tentativo di salvaguardare il proprio futuro politico. La mozione per la candidatura a Segretario del Partito Democratico di Andrea Orlando nasce quindi sula base di voler costruire una risposta diversa: nel partito, nelle sue scelte politiche di fondo e nelle istituzioni. Vogliamo un Partito Democratico capace di interpretare adeguatamente un disagio diffuso,  farsene carico e dare il senso di una direzione di marcia nuova. Vogliamo un  Partito comunità, maggiormente aperto e inclusivo delle diverse istanze, tra le quali essere in grado di fare sintesi, un Partito plurale e capace di federare quanto si muove nell’orizzonte di centrosinistra, che non è mai stato riassumibile nella semplice sommatoria delle forze politiche, ed ormai è evidente non in un’unica formazione politica. Un Partito da custodire e preservare: perché unico strumento a disposizione dei ceti meno abbienti per cambiare lo stato delle cose con la partecipazione personale. Postulato di questa concezione è un Segretario che si candida a fare soltanto il Segretario e che una volta eletto, non pensa subito a come divenire presidente del Consiglio, sindrome costante di tutti i leader che si sono alternati alla guida del centro sinistra prima e dopo il PD. Ed è per questo che noi partiamo da un punto nodale, anche nel nuovo organizzarsi di un mondo sempre più interdipendente: il lavoro. Perché anche nel mondo di oggi è dal lavoro che trae dignità e autonomia la persona, capace poi di battersi per dare dignità a tanti altri diritti. Il lavoro va protetto, difeso ma anche creato, declinando in maniera differente un processo di innovazione che sotto le insegne del proprio miraggio ha invece piuttosto contribuito a distruggerlo. Riconoscere i saperi e conoscere meglio il capitalismo, nelle sue molteplici varianti finanziarie, che in questi anni ha distrutto mercati e non ha conosciuto argini e regimi alla propria deliberata azione di accumulazione di ricchezze a vantaggio si sempre più pochi soggetti, producendo disuguaglianze intollerabili. Vogliamo un Partito che sia capace di rielaborare un nuovo Welfare Community, ridando piena dignità al concetto che chi è più forte e garantito partecipa al sostegno di chi lo è di meno, non lo vede come un nemico che vuole rubargli risorse sempre meno disponibili, con l’obiettivo di una società più giusta e meno conflittuale. Negli ultimi decenni tutto è cambiato con un’accelerazione mai conosciuta prima e così  impetuosa che folle sarebbe pensare di resistere preservando le categorie del passato. Compito della politica allora non può che essere quello di farsi carico di tali enormi problemi e provare ad offrire soluzioni per preservare la pace, difendere i più deboli dal potere dei più forti e diffondere il benessere e, se non è un eresia, anche un po’ più di serenità. Questo è il messaggio diverso, anche nel modo di fare politica e di costruire i contenuti di questo confronto congressuale, che vogliamo proporre e rilanciare sostenendo la candidatura di Andrea Orlando.
SABATO 18 MARZO, ORE 17.OO SALA CONFERENZE SESTA PORTA -Via Cesare Battisti 61, PISA “UGUAGLIANZA, LAVORO E INCLUSIONE” La Sinistra Pd a sostegno della candidatura di Andrea Orlando alla Segreteria nazionale Pd  … Leggi il programma

FEDESPEDI HA PRESENTATO LIBRO PROF. BOLOGNA

TEMPESTA SUI MARI 2MILANO – Organizzata da Fedespedi, la Federazionale nazionale delle imprese di spedizione internazionali si è svolta ieri a Milano la presentazione del nuovo libro del professor Sergio Bologna uno dei massimi esperti italiani di questioni legate al trasporto marittimo autore di numerose pubblicazioni e membro nei suoi lunghi anni di attività anche di vari tavoli, di gruppi di studio, dedicati alle problematiche portuali. Ad introdurre la presentazione è stato il presidente di Fedespedi, Roberto Alberti, che dell’opera di Bologna ha apprezzato l’attenzione data all’elemento umano per poi biasimare la tendenza in atto che vede gli armatori occupare in prima persona tutti gli spazi operativi della filiera logistica con l’obietivo di creare economie di scala che però penalizzano la specializzazione di tante aziende che svolgono attività spesso delicate con elevata professionalità e competenza. Nello scrivere “Tempesta perfetta sui mari – Il crack della finanza navale” il professor Bologna ha preso spunto dalla recente crisi di Hanjin per andare a toccare nei nove racconti e nelle due interviste raccolte nella pubblicazione altri temi legati anche a questioni nazionali quali ad esempio la riforma dei porti e le regole del lavoro portuale. La prefazione del libro è stata curata dal presidente dell’Autorita di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, che intervenendo alla presentazione, oltre a sottolineare quanto la “triestinità” di Bologna, l’approccio con le questioni, risalti anche in quest’ ultima opera, ha ricordato i recenti sviluppi del porto di Trieste soprattutto per quanto riguarda le merci inoltrate via ferrovia che esaltano il ruolo dello scalo in proiezione europea. Sui temi legati al lavoro nei porti si è soffermato il console della Compagnia portuale Pietro Chiesa di Genova, Tirreno Bianchi, che ha posto l’accento dell’inadeguatezza della recente Riforma portuale proprio sulla questioni del lavoro in porto, non andando a sanare le storture della vecchia Legge 84/94. TEMPESTA SUI MARI 1Osservazioni cui ha risposto il senatore Marco Filippi, membro della VIII Commissione trasporti del Senato, che ha ripercorso il contesto in cui sono maturate le attuali scelte che dovranno essere approfondite specie su alcune tematiche, comprese quelle del lavoro, e chiarite con nuovi interventi legislativi. A questa presentazione, cui hanno preso parte numerosi operatori del settori tra cui anche l’ex sottosegretario Mino Giachino, il nostro giornale riserverà un approfondimento nelle prossima edizione. …leggi l’articolo completo su “IL MESSAGGEROMARITTIMO“ 

“Non è un Paese per Pendolari. Abbonamenti Alta Velocità: tra ingiustizie ed abusi”

bigliettiMartedì 31 gennaio una folta delegazione di parlamentari (deputati e senatori) ha partecipato all’iniziativa convocata da FEDERCONSUMATORI, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e da svariati comitati di pendolari ferroviari, che hanno offerto ai partecipanti analisi dettagliate che riporto nel sito. Il tema era l’incredibile e sproporzionato aumento degli abbonamenti ferroviari (dopo aver minacciato di abolirli) per i pendolari dell’Alta Velocità da parte di Trenitalia e la loro incidenza oltre che nella loro vita anche nei bilanci e nei servizi offerti da Trenitalia. È incredibile come ciò avvenga anche dopo le aperture che erano state manifestate in audizione, proprio in commissione al Senato, da parte di Mazzoncini A.D. di FF.SS. che ragionevolmente aveva prefigurato l’apertura di un tavolo negoziale con il Governo per la definizione di un contratto di servizio con lo Stato per la previsione di servizi universali sulla linea ferroviaria ad Alta Velocità, in alcune fasce orarie. Annunciando poi alla stampa una riduzione delle stesse, cosa al momento non avvenuta. Le considerazioni svolte prendevano atto che in alcune tratte (Torino – Milano, Milano-Bologna, Bologna – Firenze, Roma – Napoli), in alcune ore della mattina e in altre della sera, il fattore di riempimento dei treni AV  da parte degli abbonati si aggira ormai intorno al 90%. La cosa che in tutto ciò stupisce è come questo dato straordinario, che corrisponde ad un’affermazione indiscutibile di quella modalità di trasporto, che ha cambiato la percezione della mobilità e dei tempi di spostamento in un numero crescente di persone, non sia assunta con l’attenzione e la sensibilità necessaria che il momento richiede. Noi siamo fermamente convinti invece che aver realizzato un’infrastruttura  importantissima e costosissima come la linea ferroviaria ad Alta Velocità, con i soldi di tutti i contribuenti, non sia stato fatto per determinarne un appannaggio esclusivo da parte delle elite di questo Paese, ma che fosse concepita come uno strumento di servizio nell’interesse generale del Paese. Troviamo pertanto insopportabile “la melina” che Trenitalia e il Governo stanno facendo sulla pelle di lavoratori e studenti pendolari che utilizzando questo servizio spendono una cifra che in molti casi è poco meno di un terzo del loro salario. Se tali servizi verrano inquadrati in una logica di servizio universale e ricompresi in un apposito contratto di servizio con lo Stato, sarà il modo di richiamare alle sue responsabilità anche NTV, che di fatto sta scaricando sulla compagine pubblica l’onere di una competizione asimmetrica. Con la mozione che abbiamo presentato per l’Aula, a urgente calendarizzazione, intendiamo pertanto confermare la nostra indisponibilità a derubricare la questione e invitiamo con forza il Governo a intraprendere le azioni necessarie per rispettare gli impegni assunti in termini di disponibilità.  …leggi il documento  …le slide  …la mozione

Filippi: Bene che vertici riconoscano errore su abbonamenti pendolari

bigliettiRoma 24 gen 17 “Sono molto soddisfatto che le audizioni in Commissione Lavori Pubblici del Senato di Ferrovie dello Stato abbiano almeno fatto maturare la convinzione, a cui sono sicuro seguiranno atti adeguati, che le scelte sugli abbonamenti per i pendolari che usano le Frecce sono state sbagliate”. Lo dichiara il capogruppo del PD in Commissione, sen. Marco Filippi, che prosegue: “Se è vero che si tratta di treni che vivono solo dai proventi di mercato, è anche vero che avendo sostituito in tutto e per tutto qualsiasi altro treno veloce sulle medie percorrenze delle due l’una: o si rimodulano gli abbonamenti, anche attraverso un confronto con le altre aziende che operano sull’alta velocità, o nell’ambito dei contratti di servizio regionali si individuano degli spazi per treni veloci negli orari di punta dei pendolari. Non si può predicare la necessità di invogliare i cittadini a utilizzare mezzi alternativi alle auto e poi cancellare la possibilità di accedere al trasporto ferroviario con prezzi ragionevoli”, conclude Filippi.

Audizione dell’Amministratore delegato di RFI S.p.A.

trapaniPORTI, RFI: NELL’ARCO DI 10 ANNI NE ALLACCEREMO 10
Roma, 19 gen – “Nel piano d’impresa di Rfi, dei 14 porti ‘core’ della portualità italiana noi, nell’arco di 10 anni, ne allacceremo 10 (compresi Trieste e Venezia), con il sistema della formazione del treno nel porto. Lo stesso concetto della stazione nel porto va applicato negli interporti terrestri, per eliminare quelle manovre primarie e secondarie che comportano un aggravio dei costi del sistema ferroviario”. Lo dichiara Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi S.p.A. (Rete ferroviaria italiana), rispondendo a domande di Marco Filippi e Lodovico Sonego (Pd) nel seguito dell’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra ministero Infrastrutture e Rfi. “L’intervento di Livorno sul trasporto merci – specifica – è un intervento pilota: abbiamo realizzato una stazione sulla darsena che consente di partire col treno già formato. È una cosa che può sembrare banale, ma per un porto è una dotazione che consente di risparmiare tanti soldi nelle manovre a tutto vantaggio della competitività del porto stesso. Dopo Anversa, Livorno è stato il secondo porto in Europa a dotarsene”. “Lo stesso intervento” continua “lo stiamo facendo a Taranto (Cagioni), per quanto non sia un porto strategico anche a Brindisi, e abbiamo intenzione di continuare con questo metodo anche col porto di Napoli, una volta risolta l’interferenza con viale Ferraris. Ovviamente è poi necessario che si facciano degli interventi anche dentro i porti, per rendere vantaggiosa fino in fondo questa opportunità, il che significa non solo ‘ospitarci’, con la possibilità di farci una stazione, ma anche dotarsi di binari di partenza con una lunghezza tale da rendere possibile la formazione di un treno”. (Public Policy) GIOVEDÌ 19 GEN 2017 17.03.10
puglia lug16
INCIDENTE PUGLIA, RFI: ERRORE È STATO ‘LICENZIARE’ TRENO CON LINEA NON LIBERA
Roma, 19 gen – “Le linee regionali non hanno gli stessi livelli di sicurezza delle linee nazionali. Noi abbiamo coperto l’intera rete con tecnologie di controllo marcia treno proprio per risolvere un problema di fondo: la sicurezza non si fa con la tecnologia, ma con delle regole chiare, che vanno rispettate, quindi prima di tutto le regole devono essere scritte bene. Certo, la regola, affidata all’uomo, è suscettibile di errore, e allora lo sforzo che abbiamo fatto è stato quello di far applicare la regola a una macchina, che sarà pure stupida, ma applica le regole sempre nello stesso modo”. Lo dichiara Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi S.p.A. (Rete ferroviaria italiana), rispondendo a una domanda di Marco Filippi (Pd) nel seguito dell’audizione in commissione Lavori pubblici al Senato sul contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra ministero Infrastrutture e Rfi. “In merito all’incidente avvenuto in Puglia – prosegue – anche se ci fosse stato il controllo marcia treno, questo non avrebbe probabilmente risolto nulla, perché lì l’errore non è stato del macchinista, ma è stato quello di ‘licenziare’ un treno con la linea non libera. La questione quindi è l’attrezzaggio di sistemi di blocco tra una stazione e un’altra che non siano il semplice blocco telefonico, ma un semplice conta-assi in uscita e uno in ingresso, che costa relativamente poco ed è di facile implementazione. Tecnologie che, sostituendosi all’uomo, ripetono in modo semplice l’applicazione di una regola scritta bene”. (Public Policy) GIOVEDÌ 19 GEN 2017 16.29.09
Leggi il documento presentato da RFI in occasione dell’audizione informale dell’Amministratore delegato di RFI S.p.A. nell’ambito dell’esame dell’atto del Governo n. 374 (Contratto di programma 2016-2021 Parte servizi tra Ministero infrastrutture e RFI).

Risposta interrogazione su assunzioni macchinisti Trenitalia

macchinista-fsRisposta all’interrogazione al Ministro Delrio, n. 4-06484, del 12 ottobre 2016, su una selezione di macchinisti effettuata da Trenitalia, in vista dell’assunzione di 100 macchinisti, molti dei quali sarebbero attualmente in servizio presso imprese concorrenti nell’ambito del trasporto merci.  …Leggi l’interrogazione e la risposta